Ken Stringfellow - DANZIG IN THE MOONLIGHT - la recensione
Recensione del
08 ott 2012
Voto 8/10
Ken Stringfellow è uno di quei nomi che non hanno bisogno di presentazioni per gli amanti del rock indipendente americano. Fondatore dei Posies, membro dei Minus 5 con Peter Buck e collaboratore fisso dei R.E.M per quasi dieci anni. E ancora membro dei riuniti Big Star e collaboratore occasionale di Neil Young, Patti Smith e Death Cab For Cutie.
Dalla fine degli anni Novanta il musicista statunitense inizia anche una carriera solista che conta fino ad oggi tre lavori, l'ultimo dei quali è datato 2004 (“Soft commands”).
“Danzig in the moonlight” è il titolo del suo nuovo capitolo discografico, un lavoro registrato in quel di Bruxelles nel quale la vena cantautorale di Stringfellow si divide tra pop, spruzzate country e venature soul.
Da segnalare la partecipazione della cantante Charity Rose Thielen degli Head and the Heart nel brano “Doesn't it remind you of something?”.
Tracklist
01. Jesus was an only child
02. 110 or 220V
03. Superwise
04. Shittalkers
05. History buffs
06. You're the gold
07. Drop your pride
08. Play
09. 4AM Birds / The end of all light / The last radio
10. Odorless, colorless, tasteless
11. Even the forgers were left fingering the fakes
12. Doesn't it remind you something
13. Savior's hands
14. You're a sign