di redazione Vinyl
Nel caso qualcuno avesse in mente l’idea che i Wire, dopo 44 anni di carriera, possano aver detto tutto ciò che potevano, sappia che si sbaglia di grosso. La band di Colin Newman, anzi, sembra essere nel pieno di una seconda giovinezza e continua a concepire dischi solidi, personali, sorprendenti e mai – ma proprio mai – scontati.
Come Mind Hive, che distilla con mestiere e talento tutti gli ingredienti tipici del loro post punk intriso di pop raffinato, sperimentazioni, art rock, tocchi di psichedelia, afflati new wave e un piglio dal tono letterario.