Negli anni '80, la rinascita del rock d'oltre manica passava per una serie di nomi divisi geograficamente: la Scozia di Simple Minds e Big Country, l'irlanda degli U2, il Galles degli Alarm. Sappiamo com'è andata a finire: gli U2 superstar, i Simple Minds star per un certo peroido, quindi il calo e la nicchia di una dignitosa attività (hanno appena pubblicato un album). I Big Country hanno fatto una brutta fine (il leader Stuart Adamson si è suicidato nel 2001). E poi gli Alarm: hanno mantenuto un seguito fedele e piccolo, con il solo leader Mike Peters a lottare (anche contro malattie importanti) e a inventarsi un nuovo modo di distribuire musica (vendeva direttamente ai fan su Internet ben prima che diventasse un modello di business diffuso e praticato da molti).
Fedele alla propria storia di rivalutazione del passato - negli anni recenti ha pure reinciso i dischi storici ex novo - Peters si imbarca in una nuova operazione nostalgica: ripubblica il primo EP dell'83 e il primo album, "Declaration", dell'84, in versioni espanse.
Tra le due pubblicazioni, gli Alarm andarono in tour con glu U2 - anche in America, nel famoso giro di concerti da cui venne tratto "Under a blood red sky" - ma quella sera del 5 giugno 1983, in Colorado alle Red Rocks, gli Alarm non suonarono per via del maltempo. Anche gli U2 rischiarono di cancellare il concerto.
Il tour con la band stella nascente del rock - gl U2 avevano appena pubblicato "War" - diede una spinta notevole agli Alarm: "Questa è una delle migliori nuove band dal vivo che ho ascoltato l'anno scorso e hanno messo molta energia nel loro primo album", scrisse al tempo Rolling Stone di "Declaration".
"Declaration" è puro rock anni '80: un po' barricadero (si sente l'influenza del punk e dei Clash), terribilmente romantico, ed epico come si riusciva ad essere in quel periodo. "Marching on", "Where Were You Hiding When The Storm Broke?", "Blaze of glory" e soprattutto "Sixty Eight Guns" sono piccoli gioielli dimenticati, che suonano forse un po' datati nella produzione - così come datato è il loro look: si facevano notare per i gilet e i capelli cotonati. Ma se c'è una cosa che Peters ha sempre saputo fare è scrivere canzoni, e intepretarle con passione. E quel tiro, quell'urgenza si sente ancora tutta, in questi brani: "Declaration" è davvero un tesoro nascosto. Le aggiunte, ben 16 brani tra outtakes e versioni alternative, sono chicche per i fan più sfegatati. Ma il consiglio è di andare a riscoprire l'album, e magari anche il successivo "Srength" dell'85 - più pulito e raffinato, con "Spirit of '76", un epico tributo ai giorni del punk. "Strength" non fa parte di questa tornata di ripubblicazioni, ma è già stato ristampato (e anche reinciso) in passato - vi consigliamo la versione originale. Per i nostalgici degli anni '80 e del rock romantico, gli Alarm sono una certezza.