Macy Gray - STRIPPED - la recensione

Recensione del 20 set 2016 a cura di Gianni Sibilla

Voto 8/10

Strana traiettoria, quella di Macy Gray. Quando uscì nel '99 con "How life is", fu come vedere un fulmine a ciel sereno. Per la voce, davvero unica nella sua bellezza irregolare, come lei. Una misura perfetta nelle canzoni, tra pop e black music. E i risultati, anche grazie a "I try": 7 milioni di copie vendute. Altri tempi, ma una cosa rimane uguale: dopo un esordio così, è difficile dare un seguito ed è facilissimo bruciarsi per la pressione. "How life is" rimane un classico, nel suo genere, "The ID" e "The trouble with being myself" hanno avuto buone recensioni, ma vendite in crollo.

Dopo sono arrivate le raccolte, i dischi dal vivo, i dischi del ritorno. E poi i dischi di cover. Due: uno, "Covered", prodotto dal grande Hal Willner (l'uomo dietro molti dei più importanti show album tributi degli ultimi 30 anni). E poi un altro, un cover album di "Talking book", il classico di Stevie Wonder. riletto per intero. L'ultimo disco, "The way" non ha suscitato grande attenzione.

"Stripped" potrebbe rientrare tranquillamente nella categoria di questi "Album di recupero" per una carriera senza direzione. Invece è un grande primo passo per riportare Macy Gray non tanto al successo, quanto ad una credibilità artistica un po' sfuocata negli ultimi anni. L'album è stato infatti registrato dal vivo, e come il titolo lascia supporre, è una sorta di "unplugged". Una "sorta dì", però.

Inannzitutto viene pubblicato dalla Chesky Records, storica etichetta di David e Norman Chesky, specializzata in musica "alta" (dal jazz alla classica) con una grandissima enfasi sul suono e sulle registrazioni. Il marchio Chesky è sinonimo di alta fedeltà. E poi è stato registrato, con tecnica binaurale, in una chiesa sconsacrata di Brooklyn, con un micro gruppo jazz di quattro persone: basso, batteria, chitarra e tromba.

Risultato: un disco che suona benissimo, in tutti i sensi. Sentire le spazzole delicatamente sostenere la voce di Macy Gray è un piacere per le orecchie, mentre la chitarra è appena accennata. Ci sono i classici del repertorio, c'è "I try", c'è qualche cover - meglio "Redemption song" di Bob Marley che "Nothing else matters" dei Metallica.  

Un disco piacevolissimo, senza una nota fuori posto, e quella voce scura, pastosa, unica, mai sguaiata. Un disco da crooner, perfetto per le sere autunnali che si aspettano. Ben tornata.

 

Tracklist

01. Annabelle (05:11)
02. Sweet Baby (05:04)
03. I Try (04:17)
04. Slowly (05:17)
05. She Ain't Right for You (04:57)
06. First Time (04:11)
07. Nothing Else Matters (06:41)
08. Redemption Song (03:24)
09. The Heart (05:16)
10. Lucy (06:49)

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