Four Tet - BEAUTIFUL REWIND - la recensione

Recensione del 24 ott 2013 a cura di Ercole Gentile

Voto 8/10
L'ultimo vero e proprio album di Four Tet è ”There is love in you” del 2010. Un disco elogiato praticamente all'unanimità da esperti di settore (e non), che ha ribadito l'importanza del producer inglese nella scena musicale contemporanea. Un lavoro scuro, ma allo stesso tempo delicato e compatto.


Sono passati quasi quattro anni, ma in questo periodo Kieran Hebden non è assolutamente rimasto fermo, è stato anzi più attivo che mai: una valanga di brani inediti (tra cui collaborazioni con Burial e Thom Yorke dei Radiohead), di cui molti confluiti poi nella raccolta “Pink”; “0181”, una compilation con pezzi mai pubblicati realizzati nel periodo 1997-2001; un set per la collana “Fabric live” del famoso locale londinese ed uno per la 'Boiler room'. E poi di nuovo quella 'leggenda' che lo indica come il vero titolare del nome Burial, il misterioso producer dubstep da tutti indicato in William Bevan, ma che nessuno ha mai visto dal vivo. Kieran dopo aver 'giocato' per un po' ha definitivamente chiuso con un chiaro 'Stop this Burial thing', chiedendo anche rispetto per Bevan.

Ma veniamo a “Beautiful rewind”, un album annunciato sui social network ed immediatamente reso disponibile per lo streaming dallo stesso artista. Strategie. Four Tet ancora una volta si dimostra un sapiente cuoco, dosando a puntino tutti gli ingredienti: un'abbondante dose di IDM, una spruzzata di techno, un pizzico di 2step, ambient q.b.: il tutto lasciato marinare in quell'ingrediente segreto che solo lui conosce e che rende le sue produzioni riconoscibili e uniche.




Si parte con “Gong” che ricorda i mosaici meticci del primo Amon Tobin; il singolo “Parallel Jalebi” con un loop vocale a farla da padrone su un tappeto UK garage; la splendida “Our navigation” ed il suo puzzle oscuro alla Zomby. Con “Ba teaches yoga” il disco si apre e naviga verso mari più luminosi ed ambient, ma con “Kool FM” ci si sposta subito al club, per un pezzo jungle-techno che conquista al primo beat; “Crush” è la quiete prima della cassa dritta di “Buchla”, una bomba da dancefloor che ricorda per atmosfera “For these times” (brano emerso negli scorsi mesi) e fa capire che al Nostro piace (e molto) gettarsi in pista. Arrivano poi i ritmi spezzati e tribali di “Aerial”, prima dello skit “Ever never” e della giocosa “Unicorn”, che apre la strada alla chiusura straripante di “Your body feels”: IDM minimale, contaminata da sassofoni, saltuari e pesanti bassi, e suoni industriali. La summa del Four Tet pensiero.


“Beautiful rewind” conferma il producer britannico ad altissimi livelli. Qui si sta parlando di un Artista (si, con la A maiuscola) in grado di spaziare con una disinvoltura disarmante tra generi, suoni ed epoche: un personaggio in grado di guardare indietro, ma allo stesso tempo tirare dritto verso il futuro, riuscendo sempre a risultare riconoscibile e credibile in un mondo, quello 'elettronico', che viaggia alla velocità della luce. Disco elettronico dell'anno? Si, se non ci fosse un certo Jon Hopkins a sgomitare...

Tracklist

01. Gong (03:14)
02. Parallel Jalebi (03:53)
03. Our Navigation (03:53)
04. Ba Teaches Yoga (03:19)
05. Kool FM (05:09)
06. Crush (02:25)
07. Buchla (04:11)
08. Aerial (05:56)
09. Ever Never (00:31)
10. Unicorn (03:30)
11. Your Body Feels (04:03)

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