Ecco, Beyoncé , con “4” (indovinate un po’? è il suo quarto disco), è riuscita ad uscire da questo circolo. “I am... Sasha Fierce”, possiamo dirlo serenamente ora, era davvero un po’ pretenzioso, con quella divisione in due dischetti da 20 minuti, con quell’idea di rappresentare i due lati della personalità che funzionava bene in teoria, ma meno in pratica. Anche se, va detto, per buona parte, ha avuto ragione lei: “Single ladies” è una di quelle canzoni ormai entrate nell’immaginario (anche grazie alla spassosa reinterpretazione in “Glee”).
Invece, "4" è un disco che funziona, e bene. Le premesse, va dette, non erano delle migliori: un titolo banale (fatto scegliere ai fan), un singolo, "Run the world (Girls)", accompagnato da un video spettacolare ma che, come canzone rappresenta quel lato di r’n’b cervellotico che va tanto di moda, ma che penalizza la voce di Beyoncé.
Quella canzone è l’eccezione, per fortuna. Fin dalle prime note di “4” si capisce che la cantante si è lasciata andare, producendo un disco di r’n’b-pop di ottima fattura, in cui canta canzoni-canzoni, senza cercare di voler dimostrare necessariamente qualcosa. L’attacco è “1+1”, ballatona tra r’n’b classico e reminiscenze di
Non ci sono troppi fronzoli, c’è una produzione di grande livello come si addice ad un’artista di questo calibro. Ma c’è anche la volontà di non strafare, di dare spazio alle canzoni, alle melodie, alla voce di Beyoncé. Insomma: “4” è un ottimo disco di pop-r’n’b: se vi piace il genere, fa per voi.