“Collapse into now” esce oggi, 8 marzo, a tre anni quasi esatti di distanza da “Accelerate” , e dopo una lunga serie di anticipazioni sul web . Questo disco, il 15° di inediti del gruppo, è molto di più di queste definizioni sintetiche – o anche molto di meno, nel caso vi aspettiate qualcosa di rivoluzionario. “Collapse into now” è un ottimo disco, apparentemente immediato, ma che richiede invece diversi ascolti per coglierne tutte le sfumature. E ciò nonostante è, per certi versi, molto di maniera: il suono della band è riconoscibilissimo, e nelle 12 canzoni sono rappresentate tutte le identità sonore del gruppo.
Ecco, se volessimo riassumere in due concetti secchi “Collapse into now”, potremmo dire che è il disco più vario del gruppo da quindici anni a questa parte e che oggi i R.E.M. non sono niente di più e niente di meno che dei grandi artigiani della canzone.
“Collapse into now” è infatti un disco “song-oriented”: la band, questa volta è partita dalle canzoni, piuttosto che dal suono, in parte rinunciando a quella omogeneità di stile che aveva caratterizzato le prove precedenti (l’elettronica vintage di “Up”, i suoni solari di “Reveal”, la stratificazione di “Around the sun”, il rock compresso di “Accelerate”). Il risultato è un disco con ottimi brani su cui la band ha lavorato per sottrazione, togliendo più che aggiungendo.
In “Collapse into now” trovate reminescenze di diverse fasi della storia del gruppo: il rock teso di “Discoverer” riporta a “Green”, gli arpeggi di “All the best” e “Mine smell like honey” riportano agli esordi, “Oh my heart” ad “Automatic for the people”, e così via, fino al capolavoro finale, “Blue”: una sorta di seguito di “Country feedback”, con uno spoken word psichedelico su cui entra, devastante per impatto emotivo, la voce di Patti Smith. Una menzione speciale va a “Everyday is yours to win”, un gioiello di grazia sonora e melodica che rappresenta bene la linea tematica del disco, ricorrente in diverse canzoni: vivere il presente, vivere la quotidianità nel miglior modo possibile (“Everyday is new again/Every day is yours to win/that’s how heroes are made”).
E, sì, è un gran bel disco, questo “Collapse into now”. Ma lo è soprattutto per come i R.E.M. riescono a fregarti ogni volta, cesellando le canzoni come dei veri artigiani. Prendete “It happened today”, che sembra semplice semplice, con quel crescendo dritto e inarrestabile. E invece, se la ri-ascolti rivela diversi sottofondi nascosti, un lavoro ed un pensiero che solo l’esperienza di una grande band può mettere in piedi (se volete capirlo,
I R.E.M. hanno già passato il climax della loro carriera, i loro capolavori li hanno già prodotti e a quei livelli non torneranno mai più, né gli si può chiedere di farlo. Però questa volta il gioco gli riesce bene, eccome se gli riesce bene. “Collapse into now” è un disco solido, sotto ogni aspetto. Ce ne fossero, di band che hanno la classe e la grazia dei R.E.M., che riescono a far album come questo dopo 30 anni di carriera.