La canzone è “12”, di Alexi Murdoch . Funziona così, soprattutto oltreoceano: una canzone piazzata a dovere in un momento topico di una serie TV funziona molto di più di un videoclip. Gente come gli Snow Patrol hanno venduto milioni di copie grazie all’esposizione delle loro canzoni nelle serie TV, e i “music supervisor”, le persone che curano queste scelte, sono attualmente tra le persone più potenti del music biz americano.
Ne ho viste tante, di belle scene in cui la storia si integra con una canzone, e ti fa venire voglia di sapere di più dell’artista, andando a cercare in quei siti che diligentemente riportano i titoli della musica di ogni episodio, e che spesso sono proprio i siti ufficiali delle serie. Ma quella scena di “Brothers & sisters” che ho visto recentemente è una delle più belle, in questo senso. Mi ha fatto scoprire Alexi Murdoch, cantante inglese di origini greche, che ha pubblicato questo album nel 2006. Wikipedia spiega che le sue canzoni sono state usate in molte altre serie. E’ probabile che vi siate già imbattuti in una delle sue canzoni. E se non lo avete fatto, recuperatevi questo disco: ne vale la pena.
“12” è una lunga canzone quasi interamente strumentale, molto cinematografica nel modo in cui unisce suoni acustici, elettrici, effetti sonori e vocalizzi, con un crescendo davvero emozionante. Ma è soprattutto il resto a stupire: Murdoch scrive ottime canzoni, le canta bene e le arrangia meglio. La sua voce e i suoi modelli di riferimento sono quelli del cantautorato inglese classico (
Poi, dopo questo album, Murdoch si è perso: non ha più pubblicato dischi veri e propri. In rete gira “Toward the sun”, mini lp di canzoni che dovrebbero far parte del suo prossimo lavoro, previsto per il 2011. Si tratta di canzoni minimali ed embrionali, che non hanno lo spessore di quelle di questo “Time without consequence”. Benedette siano le serie, se anche ad anni di distanza ti fanno scoprire album come questi.