Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti: altri tre album e soprattutto una miriade di serate dal vivo in tutto il mondo, una dimensione, quella live, in cui gli Underworld non hanno mai perso il loro appeal, continuando a fare ballare e sudare migliaia di persone. Proprio “sulla strada” è nato questo nuovo album “Barking”, un lavoro che giunge a tre anni di distanza da “Oblivion with bells”, un disco con il quale – come affermato dagli stessi Karl Hyde e Rick Smith – hanno cercato di aggiornare il loro sound, di “suonare meno vecchi”. E così eccoli ad assorbire le ultime tendenze in giro per il mondo e soprattutto a chiedere un “aiutino” a produttori come Dubfire, High Contrast, D. Ramirez, Paul Van Dyk e Applebim, ai quali hanno passato la struttura portante delle loro canzoni, facendogli poi sbizzarrire a manipolare il tutto.
Non essendo possibile azzerare la propria natura, si deve quindi cercare un punto d'incontro tra il loro sound dannatamente anni Novanta e l'attualità. Ed è proprio quello che è successo in “Barking”.
“Bird 1”, ad esempio, è una cavalcata dance piuttosto scura rispetto al solito e perfetta per la pista da ballo, mentre in episodi come “Always loved a film”, “Grace” (che ricorda alcuni episodi di
Più interessanti risultano indubbiamente il primo singolo “Scribble”, un allegro e positivo drum'n'bass (“And it's okay, you give me everything I need”) e forse il pezzo migliore del lotto, ovvero “Hamburg hotel”, una sorta di incrocio tra minimal-techno berlinese e dubstep londinese (forse più la seconda data la produzione di Applebim). In chiusura i ritmi rallentano con “Moon in water” e soprattutto con “Louisiana”, una vera e propria ballata, con tanto di pianoforte e testo strappalacrime (“When you touch me, planets in sweet collision, quietly violent”), un tentativo semi-riuscito di innovazione.
Insomma, “Barking” non entrerà quasi sicuramente nelle ormai prossime classifiche di fine anno come uno dei migliori dischi prodotti nel 2010, ma probabilmente neanche nelle peggiori. In fondo “l'abbaiare” degli Underworld riesce a far divertire quanto basta a portare a casa una sufficienza piena: se si vogliono veramente scoprire le ultime tendenze spacca-piste, nonostante tutti i loro sforzi, non è da queste parti che bisogna passare, ma questo ormai lo si è capito da un pezzo.