Eppure in questi giorni, in cui è stata anche annunciata la sua partecipazione al nuovo lavoro dei Black Keys esce un suo nuovo progetto, i Broken Bells , duo formato assieme a James Mercer degli nuovo album degli Shins . Troppa carne al fuoco? Forse. Sta di fatto che l’eponimo album di debutto di questo duo merita attenzione comunque: l’accoppiata funziona, eccome. Il “modus operandi” di DangerMouse è sempre quello: “elettronica applicata”, campo in cui ormai ha pochi rivali. E l’applicazione alle canzoni di Mercer, che sono più dritte e dirette di altri artisti con cui il produttore ha lavorato, rende questo album estremamente piacevole. Immaginatevi cosa farebbero i Gorillaz (anche loro in uscita lo stesso giorno, ironia della sorte) se Damon Albarn cazzeggiasse di meno, e vi farete un’idea delle 10 canzoni di questo album. Che passano dall’indie rock più classico di “October” al pop rock elettronico del singolo “The high road” (il gioiello dell’album) a “The ghost inside”, che ricorda di più i lavori con Gorillaz/Gnarls Barkley.
Ecco, se poprio vogliamo essere pignoli, DangerMouse sta diventando un po’ manieristico e prevedibile, nel modo in cui veste le canzoni. Ma rimane uno dei migliori in questo campo, e quando trova le canzoni giuste (e qua ci sono), ne vengono comunque fuori dei dischi comunque sopra la media, come questo.