I B52's nascono con molte delle idee che i R.E.M. a loro volta utilizzeranno, seppur portandole in un altra direzione: i riferimenti al rock chitarristico degli anni '60, le armonie vocali, la rivisitazione di questi elementi con un piglio derivato dalla New Wave. Il loro suono si smussa un po' tra fine anni '80 e primi '90, e infatti il successo maggiore arriva con il “party-rock” di “Love shack” (in “Cosmic thing”, 1989).
“Funplex” è il primo disco in oltre 15 anni, da “Good stuff” (1992). La band in questi anni ha avuto un'attività discontinua, ma il tempo non sembra essere passato. Chitarre, armonie vocali e melodie che sembrano fatte apposta per una festa a base di rock 'n' roll. Un mix che viene aggiornato solo in parte – un po' di elettronica qua e là, come in “Juliet” o "Eyes wide open" – e che è bello proprio perché non lo si ascolta da un sacco di tempo. Così, passano in secondo piano i difetti: una certa prevedibilità, e la voce recitante di Fred Schneider, che non è mai stata granché. Perché alla fine i pregi sono più che piacevoli: un bel lavoro sulle chitarre e quelle due voci femminili che si intrecciano a meraviglia. Non è un caso che le radio – non solo quelle rock – passino con piacere la title-track, cantabile a meraviglia.
Insomma: ben tornati. Ogni tanto è bello fare un tuffo nel passato, al futuro ci pensiamo un'altra volta.