Wood Brothers - LOADED - la recensione

Recensione del 11 apr 2008 a cura di Gianni Sibilla

I più grandi sperimentatori, a volte, sono i maggiori tradizionalisti: così verrebbe da dire ascoltando questo disco dei Wood Brothers. Che sono Oliver e Chris Wood. Che a sua volta è parte integrante di Medeski, Martin & Wood, trio jazz rock tra i prodotti più “avanti” dell'avanguardia newyorchese degli ultimi 15 anni.

Invece, Chris Wood nel riunirsi con suo fratello Oliver, ha scelto la strada meno all'avanguardia, producendo un piccolo gioiello di quel genere che i giornali specializzati chiamoano “Americana”. Ovvero rock delle radici, folk, blues, rivistato con un pizzico – certe volte solo un pizzico – di modernità.
“Loaded” è il secondo album del duo, dopo “Ways not loose”. Quest'ultimo era un disco ruvido, quasi alla Tom Waits, con piccole gemme come “Where my baby might be”, folk-blues basato su un groove semplice semplice eppure devastante. Complice la fama di MM&W, il duo torna sulle scene con questo secondo disco con una discreta curiosità attorno a sé (Billboard gli ha dedicato un lusinghiero articolo di presentazione, di quelli solitamente riservati alle grandi star o alle promesse che si presume stiano per esplodere).
Attenzione assolutamente meritata: “Loaded” è un piccolo capolavoro di musica tradizionalista. Meno ruvido e più folk del precedente, ha la consueta dose di originali e cover (una, “Buckets of rain” dal Dylan di “Blood on the tracks”, sembra particolarmente significativa), e una buona dose di ospiti che affiancano il duo (Oliver canta e suona la chitarra, Chris il basso). Su tutti i colleghi Medeski (che produce e suona le tastiere in diversi brani) e Martin (batteria in due brani), oltre al collega di scuderia Blue Note Amos Lee.

Insomma, dimenticatevi l'avanguardia newyorchese, e affrontate questo disco come un semplice prodotto del miglior cantautorato americano. Non ne rimarrete delusi.

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