Può essere una fregatura, oppure no. Dipende se decidi di dare peso alle aspettative altrui, o se decidi di andare per la tua strada. Daniel Lanois ha deciso di andare per la sua strada, appunto, e la sua attività da produttore non si rivela una fregatura per la carriera da musicista. A patto di non aspettarsi da questo disco quello che non ti può dare.
“Shine” esce a dieci anni di distanza da “For the beauty of Wynona”, che nel 1993 fu la seconda prova da musicista di Lanois e che come l’album predecessore “Acacie” non ebbe grandissimi riscontri. Il punto è che, allora come oggi, Lanois quando fa il musicista punta molto sulla sostanza più che sugli effetti speciali. Potrebbe chiamare fior di ospiti (e in questo disco lo fa, ma una volta sola: Bono che canta in “Falling at your feet”, nuova versione di un brano già incluso nella colonna sonora di “Million Dollar Hotel”). Invece sceglie di lavorare quasi sottotono, giocando su quel suono etereo e radicato nella tradizione che l’ha reso famoso.
In altre parole, Lanois è un mago, comunque. Se sapete prendere questo disco per il verso giusto, senza caricarlo di aspettative che non potrà mantenere, non vi deluderà, e vi spiegherà piacevolmente da dove arriva quella magia.