Evan Dando - BABY I'M BORED - la recensione

Recensione del 03 apr 2003 a cura di Gianni Sibilla

A volte ritornano. Chi si ricorda di Evan Dando? Certamente chi ha seguito il rock alternativo di inizio anni ’90 ricorderà la sua band, i Lemonheads: erano una delle “next big thing” del periodo post-grunge, autori di canzoni sospese tra l’estetica trasandata del suono di Seattle e concessioni alla melodia tipicamente pop. Nonostante questo, nonostante una bellissima cover rock di “Mrs. Robinson” e nonostante un grosso seguito tra i media musicali britannici, i Lemonheads fallirono la scalata al successo, e finirono per fare notizia solo per i presunti flirt di Dando con Courtney Love. La band si sciolse nel 1996 e i leader, pur godendo della stima e del supporto di numerosi e illustri colleghi, finì per perdersi nelle sue dipendenze da sostanze varie. Si riaffacciò nel 2000 con alcuni concerti acustici, che diventarono un (poco pubblicizzato) disco. Questo “Baby I’m bored” è il suo primo album solista di studio.

Ecco, c’è da dire che in questi 12 brani non troverete nulla di sconvolgente, ma potrete scoprire, o rispolverare, un talento dalla forza immutata. Canzoni come “Repeat” e soprattutto “Stop my head” rinnovano il personale stile di Dando, tra il pop e l’alternative rock, poi abbondantemente scopiazzato in seguito, e a sua volta fortemente indebitato con i primi R.E.M., con i Replacements, con il “Paisley underground”. In altri episodi, come "Why do you do this to yourself?" o "In the grass all wine colored", Dando indugia più sul versante melodico-country. E, alla fine, questo stile più cantautorale è quello predominante nel disco.
“Baby I’m bored” è un disco che dimostra che Dando è tutt’altro che annoiato. Anzi, ha ritrovato nella musica quel divertimento e quella vitalità che aveva perso alla fine della parabola dei Lemonheads, sotto le pressioni di un successo che non arrivava come sperato. Ecco, questo album non mira in alto, è un disco quasi sottotono, di musica fatta per il puro gusto di essere suonata e ascoltata. Questo è il suo maggiore pregio. Bentornato.

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