Lo dimostra questo pregevole esordio solista per la Poptones di Alan McGee. Un esordio che si rifà agli stessi stilemi dei suoi Posies: un power pop melodico, un po’ retrò e molto ben scritto. Se ascoltando brani come “Down like me” o “Uniforms” vi sembra di ascoltare i R.E.M., non stupitevi. Non è un plagio. Stringfellow suona così da oltre dieci anni, e come Peter Buck e soci, ha attinto ad alcune fonti musicali precise. Nella fattispecie, i Big Star di Alex Chilton, attraverso i quali filtrano echi di Beach Boys, Beatles e quant’altro. Influenze che per quanto riguarda i R.E.M. sono state particolarmente evidenti soprattutto nell’ultimo disco “Reveal”, ma che si notavano già negli anni ’90 nei Posies.
“Touched” è un disco che scorre via piacevole, tra ballate acustiche come “Here’s to the future” o brani più psichedelici come la stupenda “The lover’s hymn”. E’ un lavoro che combacia perfettamente con la filosofia della Poptones di Alan McGee: musica fuori dal tempo e dalle mode attuali, e forse per questo più attuale di tanta altra che siamo abituati ad ascoltare.
Intendiamoci, qua non c’è nulla che cambierà la vostra percezione del rock. “Touched”, comunque, è un lavoro scritto e suonato come Dio comanda, pensato con un understatement che farebbe bene a tanti gruppi tronfi dell’ultim’ora. Se vi piacciono i nomi citati, questo album fa per voi. .
(Gianni Sibilla)
Tracklist:
“Down like me”
“This one’s on you”
“Find yourself alone”
“Sparrow”
“Reveal love”
“Uniforms”
“One morning”
“Spanish waltz”
“Fireflies”
“The lover’s hymn”