La rinascita fisica e artistica di Vini Reilly

Dopo 16 anni i Durutti Column tornano con un album davvero riuscito, "Renascent"

Recensione del 31 ago 2026 a cura di Paolo Panzeri

Fortunatamente i regali non vengono consegnati solo a Natale sotto l'albero, ma anche ad agosto, in spiaggia, sotto l'ombrellone. Il regalo in questione si chiama "Renascent", ed è il nuovo album dei Durutti Column. I motivi per cui questo album può essere considerato un regalo sono quanto meno due. Innanzitutto, sono sedici anni che la band di Manchester - capitanata dal chitarrista Vini Reilly che ha ai suoi ordini il batterista Bruce Mitchell e il polistrumentista Keir Stewart – non pubblica un disco. L'ultimo, "A paean to Wilson", datato 2010, era dedicato a Tony Wilson, scomparso nel 2007, proprietario della Factory Records (e per un periodo manager del gruppo), l'etichetta che li firmò alla fine degli anni Settanta unitamente ai Joy Division. Il secondo buon motivo per ritenere questa raccolta di brani un dono è da ricercarsi nel fatto che Reilly tra il 2010 e il 2011 ha subito ben tre ictus che ne hanno compromesso seriamente la salute ed anche la capacità di suonare la chitarra. Parlando col Guardian nel 2023 dichiarò con dispiacere, ma senza darsi per rassegnato: "Ho continuato a suonare anche dopo gli ictus, ma sono arrivato a un livello che non mi permetteva nemmeno di avvicinarmi a quello di prima. Non riesco più a suonare la chitarra. Sembra ridicolo. Suona ridicolo."

Il ritorno di Vini

Invece, come indica il titolo, questo è il disco del ritorno alla vita di Vini Reilly. La sua chitarra rimane una di quelle più ispirate della sua generazione, i brani di "Renascent" sono lì a dimostrarlo. L'ascolto dell'album potrebbe essere falsato nel suo giudizio dall'effetto nostalgia oppure da un involontario pietismo per quanto accaduto al buon Vini. Ma non è assolutamente così. Le composizioni di Reilly sono ancora e sempre di ottimo livello. La delicata magia evocata dalla sua sei corde pare essersi cristallizzata nel tempo e non avere perduto nulla della sua magia. Un tempo che, ascolto dopo ascolto, perde sempre più consistenza e si fa davvero relativo. Degli undici brani presenti in scaletta, sei sono strumentali, mentre in due, le splendide “Agonistes” e “Sargasso sea”, a rendere ancora più affascinante l'atmosfera evocata dai Durutti Column è la voce della poco più che trentenne cantante mancuniana Caoilfhionn Rose. Nel singolo “Liars” fa anche capolino la voce di Vini che tanto non piaceva al buon Tony Wilson (“Ad alcuni fan dei Durutti piace il canto di Vini. Ma sono fuori di testa"). “For Friends Everywhere", è una versione rielaborata di un precedente brano del gruppo, "For Belgian Friends", ora con un arrangiamento orchestrale.

Rinascita

"Renascent" non è semplicemente il disco di una rinascita tutta da ascoltare. E' un disco che racconta come ostinazione e caparbietà, oltre a uno spessore artistico di prim'ordine, a volte riescono a superare ogni ostacolo. Insomma, quando si pensava che Vini e i suoi amici avessero completato il loro ciclo discografico per cause di forza maggiore, ecco che è arrivata, secca, la smentita. E mai smentita è parsa più dolce e benvenuta.

Vai alle recensioni di Rockol

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996