(ri) scoprire i James

Una raccolta che racconta la storia di una grande band, enormemente sottovalutata

Recensione del 01 dic 2025 a cura di Gianni Sibilla

Una band enorme, ed enormemente sottovalutata.
Il revival della musica degli anni ’90 inglese e di Manchester innescato dal tour degli Oasis ha molti motivi: sono canzoni che fanno parte della storia di milioni di persone ed è bello vedere due fratelli che si abbracciano sul palco, dopo avere litigato per anni – come spiega Johnny Marr, uno che di Manchester, rock e liti in una band ne sa qualcosa.

I James arrivano da Manchester, sono in giro da 40 anni, hanno avuto hit notevoli tra gli anni ’80 e ’90, in Inghilterra vendono più biglietti oggi che 30 anni fa: ad aprile faranno un tour nei palazzetti che è praticamente sold out. Ogni tanto le loro canzoni finiscono in una serie (“Sit down” in un trailer di “Games of thrones”) o in uno spot. Eppure non hanno la reputazione dei loro pari del periodo. Così eccoci qua a perorare la loro causa in occasione di questa raccolta di 58 brani che ripercorre la loro storia, dagli esordi

Una raccolta di grandi canzoni, un repertorio notevole con pezzi classici come “Sit down”, “Born of frustration”, “Sometimes”, “Runaground”, “We’re going to miss you” fino a “Way over your head” dell’ultimo album “Yummy”: una scrittura melodica con la voce carismatica di Tim Booth, eppure complessa negli arrangiamenti. Troppo in anticipo per essere parte del Britpop, troppo pop per essere presi come riferimento dall’indie, troppo ricercati per seguire l’onda dei Coldplay a inizio duemila.
Non sono diventati delle star ma “Nothing But Love: The Definitive Best Of” ci ricorda perché meritano un posto d’onore nel pop-rock inglese.

“Nothing But Love” mette assieme un percorso ampio sia in senso cronologico che musicale, dagli esordi indie con la Rough Trade alle hit internazionali, dalle collaborazioni con Brian Eno a qualche chicca (un duetto con Sinead O’Connor originariamente pubblicato solo come lato B), fino ai lavori più recenti. Dentro c’è la versione originale di “Sit Down”, quella che i fan storici chiedevano da anni, e ci sono due brani nuovi prodotti da Leo Abrahams, che ha lavorato pure all’ultimo disco: “Hallelujah anyhow” è un altro piccolo gioiello. È un lavoro ambizioso, pensato per chi vuole un quadro completo ma anche per chi arriva ai James oggi e ha bisogno di un punto di accesso ordinato.

Il materiale conferma quello che chi li segue da tempo sa già: poche band inglesi hanno una discografia così solida, capace di tenere insieme melodie immediatamente riconoscibili, arrangiamenti sofisticati, aperture epiche e momenti di intimità. E conferma anche una caratteristica che torna spesso quando si parla di loro: i James non assomigliano davvero a nessuno. Non suonano attuali, ma non suonano neppure nostalgici. Sono quella categoria difficile da definire – forse “classic pop”, per usare la definizione che veniva spontanea anche recensendo “Yummy” – in cui gli elementi sembrano semplici ma si incastrano con precisione.

Può sembrare strano dirlo in un momento in cui Manchester è di nuovo al centro del discorso grazie agli Oasis, ma la band che più meriterebbe una riscoperta è proprio questa: una band che è stata – ed è ancora – molto più grande di quanto il racconto internazionale abbia mai lasciato intendere.

Tracklist

#1
01. What's the World (01:58)
02. Hymn From a Village (02:52)
03. Chain Mail (03:23)
04. So Many Ways (03:44)
05. Johnny Yen (03:38)
06. What For (album version) (04:31)
07. Ya Ho (04:38)
08. Sit Down (7" Rough Trade version) (03:25)
09. How Was It for You? (7" version) (02:58)
10. Come Home (Flood mix) (03:56)
11. Lose Control (04:03)
12. Sit Down (04:06)
13. Sound (Full version) (06:41)
14. Born of Frustration (single version) (05:30)
15. Ring the Bells (04:45)
16. Seven (remix) (03:28)
17. Out to Get You (04:27)
18. Sometimes (05:10)
19. Laid (02:38)
20. Jam J (03:34)

#2
01. Say Something (03:27)
02. Honest Joe (04:41)
03. She's a Star (03:40)
04. Tomorrow (03:43)
05. Waltzing Along (single version) (03:36)
06. Play Dead (04:42)
07. Destiny Calling (03:50)
08. Runaground (04:11)
09. I Know What I'm Here For (03:53)
10. All Good Boys (04:12)
11. Just Like Fred Astaire (03:46)
12. We're Going to Miss You (radio edit) (03:41)
13. I Defeat (02:56)
14. Getting Away With It (All Messed Up) (04:08)
15. Chameleon (02:59)
16. Whiteboy (radio edit) (02:49)
17. Waterfall (05:12)
18. Crazy (03:39)
19. Dust Motes (04:13)
20. Interrogation (05:57)

#3
01. Moving On (04:44)
02. Curse Curse (04:28)
03. All I'm Saying (radio edit) (03:23)
04. To My Surprise (04:21)
05. Nothing but Love (03:28)
06. Girl at the End of the World (03:01)
07. Busted (04:58)
08. Many Faces (radio edit) (03:40)
09. Leviathan (04:32)
10. All the Colours of You (05:27)
11. Beautiful Beaches (05:15)
12. ZERO (05:43)
13. Love Make a Fool (orchestral version) (04:44)
14. Is This Love (03:38)
15. Life's a Fucking Miracle (04:15)
16. Way Over Your Head (04:17)
17. Wake Up Superman (02:47)
18. Hallelujah Anyhow (05:03)

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