I Dandy Warhols sanno sempre come si fa

Quest'anno la band capitanata da Courtney Taylor-Taylor compie trenta anni

Recensione del 21 mar 2024 a cura di Paolo Panzeri

Voto 7/10

In piena pandemia, aprile 2020, i Dandy Warhols pubblicarono "Tafelmuzik Means More When You're Alone". Un lavoro che ritenerlo semplicemente un album per come viene convenzionalmente inteso il significato della parola album è forse un poco eccessivo, oltre tre ore e mezza di musica pensate per fare da colonna sonora alle nostre vite. Un progetto che, volendo, possiamo archiviare come interessante, ma sulla cui fruibilità permane più di qualche dubbio. Ciò premesso, l'ultimo album della band di Portland, che quest'anno festeggia i trenta anni dalla sua nascita, è quindi da considerarsi "Why You So Crazy". Disco uscito nel 2019 che aveva nella versatilità musicale la sua principale caratteristica. Una proposta di una certa qualità che offriva all'ascoltatore più di un genere musicale.

La chitarra al centro

Da alcuni Courtney Taylor-Taylor e i suoi Dandy Warhols vengono ritenuti la band più rappresentativa del suono degli anni Novanta. La musica non è la matematica, quindi è opinabile. Anche se affidare a qualcuno l'essere il più di un qualcosa è un esercizio che oscilla pericolosamente tra l'ingrato e il lusinghiero. "Rockmaker" ha una sua uniformità sonora, alt-rock anni Venti con tiro deciso e spesso oscuro. La canzone che si differenzia dalle altre è "The summer of hate", un rock'n'roll che contiene un messaggio al fulmicotone: "'Cause I was born in the summer of love/And I've lived through the summer of hate". In primo piano nel nuovo album dei Dandy Warhols sta il suono della chitarra. Non una chitarra pulita e cristallina come sa essere il mare di Sardegna. Al contrario la sei corde qui è effettata, torbida, quasi disturbante, se non fosse che il suono non è mai fine a se stesso ma funzionale alla buona riuscita della canzone, è inserito in una linea melodica che risulta essere uno dei segreti della piacevolezza del disco. A proposito di chitarre non va ignorato il lavoro di Slash in "I’d like to help you with your problem", tanto da far dichiarare alla band: "La prima volta che l'abbiamo sentito nel nostro studio siamo rimasti a bocca aperta." Non è l'unica collaborazione di alto lignaggio presente nell'album: alla buona riuscita di "Danzig with myself" partecipa il frontman dei Pixies Frank Black e, in chiusura di scaletta, tappeto rosso per la quasi ottantenne Debbie Harry che fa da etereo contraltare alla inesorabilità di Taylor-Taylor nella minacciosa, intensa e speciale "I Will Never Stop Loving You".

Under your skin

"Rockmaker" è decisamente un album rock, di ottimo rock. Non sono presenti a mio parere canzoni con la potenzialità per riuscire a guadagnarsi una programmazione radiofonica di primo piano, così da poter incidere sui buoni destini del disco. Ma è un disco solido come la roccia. Fate attenzione: se ascoltato con frequenza potrebbe inevitabilmente entrarvi sotto pelle. I Dandy Warhols compiono trent'anni ed è proprio vero che la classe oltre a non essere acqua, non ha età.

Tracklist

01. Doomsday Bells (03:08)
02. Danzig With Myself (03:55)
03. Teutonic Wine (03:16)
04. The Summer Of Hate (03:18)
05. I'd Like To Help You With Your Problem (04:18)
06. The Cross (03:44)
07. Root Of All Evil (03:49)
08. Alcohol And Cocainemarijuananicotine (04:05)
09. Love Thyself (03:06)
10. Real People (02:52)
11. I Will Never Stop Loving You (05:45)

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