I Gov't Mule guardano all'epoca d'oro di rock, soul, jazz e blues

"Peace... like a river" è un album dal suono classico, ma è il più vario della band statunitense

Recensione del 24 giu 2023 a cura di Paolo Panzeri

Voto 8/10

Siete pronti per una lunga cavalcata fianco a fianco con Warren Haynes e i suoi Gov't Mule? Se già avete avuto modo di frequentare la discografia di questo gruppo sudista che ha raccolto con buon merito l'eredità della Allman Brothers Band potete immaginare cosa vi attende ascoltando il nuovo album "Peace... like a river". Per quanti, al contrario, fossero digiuni della materia la si può riassumere in due righe dicendo che il quartetto di Atlanta è una jam band (una delle migliori su piazza, se non la migliore) che predilige per le sue composizioni il lungo formato – per le 12 canzoni di questo nuovo disco, si scende solo un paio di volte al di sotto dei cinque minuti - farcito di sontuosi assoli a cura della chitarra di Haynes, al giorno d'oggi, per distacco, una delle chitarre più ispirate presenti nella chiesa del rock classico.

Warren Haynes ha chiamato degli ospiti

Ma i virtuosismi non sono a totale carico della sei corde, nella iniziale "Same As It Ever Was" fanno bella mostra di sè le tastiere maneggiate da Danny Louis, mentre in "Shake Our Way Out" alla festa si unisce uno dei mammasantissima di quanto accade nel sud degli Stati Uniti: il frontman dei ZZ Top Billy Gibbons. Allora le chitarre diventano due e, gioco forza, la temperatura inevitabilmente si alza oltre l'estiva sopportazione. Gibbons, seppur prestigiosissimo, non è l'unico ospite presente nell'album: la profonda voce che scandisce le parole nella reggaeggiante "The River Only Flows One Way" è quella di un altro figlio del Sud, l'attore e musicista Billy Bob Thornton. "Just Across the River" è impreziosita dalla voce (e dalla chitarra) di Celisse, una soul woman nera vista anche al fianco della rediviva Joni Mitchell di quest'ultimo periodo. Last but not least, alla tavola sono invitati pure gli impeccabili Ivan Neville e Ruthie Foster nel canto per libertà "Dreaming Out Loud" che segnala un buon lavoro della sezione fiati. Difficile segnalare un brano sopra agli altri, ognuno per il suo regala soddisfazione. Sono immancabili i nove minuti di "Made my peace" con evidenti influenze floydiane, così come sono evidenti i rimandi ai Doors in "After the Storm" o quelli ai Lynyrd Skynyrd nella ballata "Your only friend". All'uscita ci accompagna "Gone Too Long", puro southern rock, una celebrazione alla vita sulla strada, "I've gotta go now - work's picked up again/God knows I'm dying to play".

Oltre a rock e blues c'è di più

I Gov't Mule di "Peace... like a river" escono in parte dalla loro comfort zone e - forse per mettersi alla prova con qualcosa di nuovo, forse solo per puro gioco e divertimento – giungono a pubblicare il loro album musicalmente più vario. Nei dodici brani pur mantenendo intatti i loro peculiari rock e blues si possono apprezzare sfumature decisamente riconducibili al jazz, al reggae, al soul. La sapienza musicale della band, però, le permette di non perdere mai di vista l'economia artistica dei vari brani, quindi queste sfumature vengono dosate in corretta quantità evitando la tentazione – inoltrandosi in territori poco praticati – di volere esagerare. Quindi, ancora una volta, giù il cappello davanti a questa grande band che anche su disco e non solo dal vivo riesce a regalare più di una emozione.

Tracklist

01. Same As It Ever Was
02. Shake Our Way Out
03. Made My Peace
04. Peace I Need
05. Your Only Friend
06. Dreaming Out Loud (04:38)
07. Head Full Of Thunder
08. The River Only Flows One Way
09. After The Storm
10. Just Across The River
11. Long Time Coming
12. Gone Too Long

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