Fino al 29 dicembre, ripubblichiamo le recensioni dei dischi candidati ai Rockol Awards 2022 nella categoria "Miglior album italiano": è possibile votare qua. Qua invece le candidature per i migliori live.
“Illusion”, il sesto album di Edda, è tanto magico quanto inusuale. Proprio come lo è lui. Lontano dai cliché, da una forma canzone archetipa, dall’idea che un brano abbia un tempo preciso di realizzazione: tutto ciò che è schema o recinto, per il cantautore milanese, va abbattuto. Non con la forza di un atto violento o rivoluzionario, ma semplicemente con il mettersi talmente a nudo da diventare spiazzante. A rendere speciale il viaggio dell’artista c’è il tocco magico di Gianni Maroccolo (Litfiba, CCCP, Deproducers), che ha curato la produzione musicale delle undici canzoni del progetto.
I due hanno già collaborato fianco a fianco in “Noio; volevam suonar” del 2020, ma con questo disco l’arte di Stefano Rampoldi, questo il vero nome del cantautore milanese, lascia cadere definitivamente il velo. Le frizioni con il reale e le istituzioni sono continue nelle sue canzoni. I temi della sua poetica sono sempre gli stessi, ma vengono affrontati da prospettive sempre diverse. I testi, come sempre, sono visionari e poco lineari. “La famiglia, la religione, lo Stato, la società non mi piacciono. Mi hanno sempre creato problemi. Forse è per questo motivo che faccio musica. Sono uno che non dovrebbe stare al mondo, che soffre - confida il cantautore (qui la nostra intervista) - scrivere canzoni mi permette di fare meno danni. Non sopporto le sovrastrutture della realtà”.
Edda in questo lavoro, grazie alla spinta di Maroccolo, canta e suona in modo radicalmente diverso, per questo motivo “Illusion” è uno dei progetti più completi e interessanti dell’ex cantante dei Ritmo Tribale. C’è sempre una sorta di falsetto doloroso, ma anche un canto profondo delicato, proprio come una lama che affonda dolcemente nella pelle. Edda è un anti-cantautore, nel senso che è fuori da qualunque forma di canzone standard, ne rifiuta i dogmi, e per questo risulta interessante: è unico.