Imola: le frasi storiche

Dalla "tre giorni" di Imola, ecco le frasi che a nostro parere meritano di entrare nella storia della musica... più o meno.

«L'hip-hop italiano? Cioé, i Gemelli DiVersi, quelle cagate lì?»
(Alberto dei Verdena)

«Non siamo gay».
(Bluvertigo)

«Forza, cantatemi l'inno italiano».
(Courtney Love al pubblico)
«Faccela vedé, faccela toccà».
(Il pubblico a Courtney Love)

«Ligabue, Jovanotti e Pelù? Se hanno così a cuore il Kosovo invece di cantare potevano andare a fare gli scudi umani».
(Elio e le Storie Tese)

«E' molto triste che la figlia di Courtney Love non possa festeggiare la festa del papà perché lei lo ha assassinato».

(Marilyn Manson)

«Italia: pasta, sesso e musica».
(Courtney Love delle Hole)

«Scusate, ma non è permesso giocare a pallone in questo ufficio».
(Gli addetti all'organizzazione agli Stereophonics)

«Scusate il ritardo, volevo dare un'occhiata alle tette di Courtney Love. Davvero impressionanti».
(Brian Molko dei Placebo)

«Lo famo strano!»
(Ace degli Skunk Anansie)

«Oops».
(Johnny Rzeznik dei Goo Goo Dolls si lascia sfuggire lo stuzzicadenti)

«Take That, vafangulo»
(Robbie Williams)

«Grazzi a tuti»
(Shirley Manson dei Garbage)

«Bacci a tuti»
(Damon Albarn dei Blur)

«Vorrei venire tra il pubblico a scoparvi tutti».
(Courtney Love delle Hole)

«Socc... buono, questo prosciutto».
(Zucchero)
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