Per 5 dollari al mese, i racconti di Bob Dylan su Patreon

Il premio Nobel apre un account con racconti immaginari di personaggi storici. E il sospetto dell’AI

Ieri è comparso sul profilo Instagram di Bob Dylan un link a un account Patreon. Non una newsletter, che molti colleghi come Patti Smith e Jeff Tweedy hanno aperto, ma un profilo ufficiale sulla piattaforma che molti artisti usano per farsi sostenere economicamente dai fan in cambio di accesso diretto a contenuti esclusivi.

Nel caso del Premio, il link puntava non a canzoni, demo, video musicali ma a “un archivio vivente di lezioni dalla tomba, lettere mai spedite e racconti brevi originali curati da Bob Dylan”.
 C’è una “lettera mai spedita” tra Mark Twain e Rudolph Valentino, attribuita a Herbert Foster”.  Lo scrittore la star del cinema muto due sono stati contemporanei, sì, ma Valentino era un bambino quando Twain era anziano. Poi c’è uno scritto immaginario di Aaron Burr, politico del ‘700 che in tempi recenti è tornato alla notorietà come personaggio del musical “Hamilton”, in cui è l’antagonista del protagonista. Poi un racconto intitolato “Bull Rider”, firmato Marty Lombard.
Molti di questi materiali - le immagini su Instagram, ma anche le voci recitanti di lettere e racconti - sembrano generati dall’intelligenza artificiale.

Non è la prima volta che Dylan usa strumenti social e digitali in maniera bizzarra: basta leggere i suoi post su X/Twitter, che ha iniziato a usare nel periodo in cui molti colleghi stavano scappando dal social network per via di Elon Musk. Dylan posta occasionalmente necrologi, auguri, recensioni di concerti, sempre con un linguaggio tra il poetico e il criptico. Alcuni dei materiali sull’account Patreon sono già stati pubblicati in maniera parziale su Instagram.  
E nel frattempo continua, a quasi 85 anni, il suo Never Ending Tour, attualmente in America…

 

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