Fred Again.. è tornato, senza mai essere andato via. Appena concluso il tour italiano dello scorso settembre, si è imbarcato in un altro tour di 10 concerti che lo ha portato a “USB002”, seconda puntata del suo “album infinito”, uscito nei giorni scorsi. Continua a insistere su un format che lui stesso si è inventato: una produzione a getto continuo di canzoni e performance, un’elettronica pop e collettiva, che unisce voci campionate e collaborazioni con producer e rapper.
Il nuovo album riprende l’impostazione del primo volume di "USB" – clubbing, rap, grime, molta meno emotività rispetto ad “Actual Life” e “Ten days” – e la porta avanti in un momento in cui l’artista sta moltiplicando progetti, sperimentazioni live, partnership e uscite. Fino a mettere alla prova la sostenibilità di una macchina creativa che pare sempre sul limite dell’iperestensione. O forse no, tanto che ha già annunciato altri 10 show, 6 a New York e 4 a Londra -e probabilmente qualche altra canzone in uscita.
“USB002”: meno emotività, più ritmo
Rispetto al primo “USB001”, “USB002” resta centrato sul versante orientato al dancefloor. L’elettronica è più ruvida, vicina al rap/grime: più ritmo, meno melodia classica. L’efficacia è intermittente: Fred Again riesce comunque a trovare il colpo d’ala – anche grazie a un sistema di collaborazioni ormai strutturale, che va dai rapper a producer Floating Points a Caribou – ma l’impressione è che il suo format inizi a mostrare un po’ di affaticamento. Anche rispetto al volume 1 mancano i “pezzoni” alla “places to be”, con la sola eccezione forse di “You’re a star”, con Amy & The Sniffers.
L’album è stato pubblicato a una canzone per settimana, accompagnata da 10 performance in giro per il mondo. Due di queste – quelle con Caribou e Floating Points, e quella con Four Tet – sono diventate album “live” da quattro ore usciti solo su Apple Music, piattaforma con cui l’artista ha una partnership dedicata.
I format di Fred Again: invenzione o sovrapproduzione?
La sua forza – e, forse, il suo limite – è aver trasformato la musica in un sistema di format replicabili sulla lunga distanza, che escono dagli schemi rigidi della pubblicazione discografica classica. Fred Again è uno che non fa cose “normali”. Ogni pubblicazione è un micro-evento, accompagnato da altri eventi: annunci social, dirette su Twitch, coinvolgimento di una fedele base su Discord.
È un approccio coerente con il modo in cui oggi si progettano contenuti digitali: si identifica una matrice, la si replica, la si aggiorna, la si declina. In questa chiave vanno letti anche i suoi tour – Italia compresa – costruiti come estensioni performative del metodo da studio, un ibrido tra rave controllato, set improvvisato e storytelling emotivo.
Ma quanto è replicabile ancora questo modello? In “USB2” Fred Again continua a dimostrare grande abilità di arrangiatore e un senso melodico unico, nonché una carica e una capacità di coinvolgere il suo pubblico fuori dal comune. Ma la sorpresa si è inevitabilmente attenuata: ogni nuovo progetto – soprattutto quando è così ravvicinato – è come l’aggiornamento di un software ormai consolidato. Anche letteralmente: di alcune canzoni esistono molte versioni, in un processo in continua evoluzione in cui coinvolge i fan.
I momenti migliori di “USB2” sono “Facilita” con Caribou e “Ambery” con Floating Points, così come in “Ten days” la perla era “Glow” con Skrillex, Four Tet e Duskus. Lì si lascia andare, abbandona il format e mostra dove potrebbe andare la sua musica se sperimentasse un po’ di più con l’elettronica e un po’ meno con la canzone-software.
Fanbase, mercato, sostenibilità
Fred Again.. ha costruito una comunità di fan estremamente fedele e attiva – anche qua stabilendo un modello: un racconto in tempo reale, in cui i fan sono chiamati a scegliere la versione migliore di un brano, a partecipare al processo. Ma la domanda resta: è sostenibile sul lungo periodo?
Creativamente, fino a un certo punto: “USB2” lascia intravedere i primi segni di stanca. Ma anche industrialmente ed economicamente – finché l’artista resta in iperattività e la domanda globale è alta, gli show vanno esauriti in un attimo. Produrre e realizzare format fuori dagli schemi classici ha un costo reale. Anche qui si gioca il futuro di Fred Again..: se riuscirà a mantenere la stessa quantità di output e innovazione, senza bruciarsi creativamente.
Fred Again.. è arrivato a un punto in cui può scegliere se consolidarsi nel pop e “normalizzarsi”, aprendosi a un pubblico ancora più ampio, oppure continuare a frequentare i suoi format, vivendo della sua fanbase. Il rischio è di saturare il pubblico – a meno che non trovi una terza via.
Oggi il suo limite più grande è proprio ciò che lo ha reso celebre: un’idea fortissima di format musicale che forse sta iniziando a mostrare i suoi limiti. Il talento non è in discussione; la tenuta creativa, forse sì. “USB2” è il primo lavoro che fa intravedere questi rischi.