"Una serata che non dimenticherò. Grazie Roma per l’accoglienza incredibile, grazie Duran Duran, è stato un onore": così Francesca Michielin ringrazia i Duran Duran per averla scelta come artista d'apertura del primo dei loro due show romani, ieri sera al Circo Massimo. La cantautrice di Bassano Del Grappa ha scaldato i 13 mila spettatori dell'antico stadio romano con un set che l'ha vista eseguire, tra gli altri brani, anche il suo ultimo singolo "Francesca", appena uscito. "A volte le spiegazioni non servono, quello che è davvero importante è vivere intensamente il momento e le emozioni che provi e cantarle a pieni polmoni. Ieri è successo, ero lì, in quel momento, e in nessun’altra parte. A godermi tutta la bellezza", ha aggiunto Michielin, che poi è naturalmente rimasta ad assistere al concerto della band capitanata da Simon Le Bon, che ha trasformato il Circo Massimo in una discoteca a cielo aperto a tema Anni '80 con hit come "Rio", "The wild boys", "Notorious".
"Francesca" ha segnato una ripartenza per la carriera di Francesca Michielin, inaugurando il suo nuovo percorso artistico, in attesa del concerto-evento "Michielin30 - Tutto in una notte", con il quale il prossimo 4 ottobre all'Arena di Verona ripercorrerà con amici e colleghi i momenti più significativi dei suoi primi 30 anni di vita, metà dei quali vissuti sul palcoscenico. "Questo brano segna per me un nuovo inizio, un passo importante verso la riscoperta di me stessa. Sono in questo viaggio da quando avevo 16 anni e in tutto questo tempo ho cambiato pelle mille volte. Ma oggi sento il bisogno profondo di fermarmi e chiedermi chi voglio davvero essere come artista. Voglio essere autentica, sincera con chi mi ascolta e soprattutto con me stessa", ha detto l'ex vincitrice di X Factor presentando la canzone, di cui ha appena pubblicato il videoclip ufficiale, con la partecipazione di Margherita Buy.
Francesca Michielin ha recentemente firmato per Rockol un articolo sui trent'anni di "Jagged little pill", l'album che nel 1995 fece di Alanis Morissette una delle voci rock più potenti della sua generazione nonché un modello per tante giovani cantautrici arrivate dopo: "È un disco femminista nella sua naturalezza e nella sua potenza comunicativa. Forse questi 30 anni di 'pillole piccole e frastagliate', ma infinite, dovrebbero ispirarci a tornare a fare musica perché abbiamo qualcosa di naturale e istintivo da dire, perché non potremmo fare altro che questo, con meno schemi e meno algoritmi in testa.