Jimi Hendrix: da un ukulele a una corda a mago della chitarra

Tutto è cominciato a Seattle con un vecchio strumento per entrare poi nella storia della musica

Capita che nella vita degli artisti, come per tutti noi d’altronde, ci siano dei percorsi che iniziano accidentalmente, fatti che segnano poi il futuro e i destini. Anche per Jimi Hendrix è stato così.

Vuole la Storia che un giorno nella natia Seattle il futuro acclamato chitarrista allora adolescente, stesse aiutando il padre a sgomberare la casa di una donna anziana. Tra i rifiuti c'era un ukulele con una sola corda che la proprietaria, senza vederne il futuro, gli disse di tenerselo pure. Una corda era evidentemente sufficiente per il quindicenne che con questo strumento imparò a memoria canzoni come "Hound Dog" di Elvis Presley. (Ci fossero delle registrazioni....)

Circa un anno dopo, Hendrix mise finalmente le mani sulla sua prima vera chitarra, un'acustica che gli costò 5 dollari (oggi pari a circa 55 dollari), la cui marca e modello esatti non sono chiari. "Quando iniziai a suonare la chitarra era nel nord-ovest, a Seattle, Washington", disse Hendirx in un'intervista del 1967, citando come influenze personaggi come Muddy Waters, Elmore James e Robert Johnson. "Non ci sono molti veri cantanti blues lassù".

Fu proprio in quel periodo, il 20 febbraio 1959 per l'esattezza, che Hendrix fece il suo debutto dal vivo nel seminterrato di una sinagoga, il Temple De Hirsch di Seattle, dove era stato invitato a fare un'audizione per una band locale. 

Ma lo stile dell’allora sedicenne Hendrix, per quanto acerbo fosse, si rivelò non proprio in linea con i loro gusti e l'audizione si concluse con la stessa rapidità con cui era iniziata: la band lo riteneva troppo esibizionista. In breve tempo, Hendrix formò il suo gruppo, i Velvetones, ma ben presto capì che la sua chitarra acustica non sarebbe stata sufficiente.

"Quando avevo 17 anni ho formato questo gruppo con dei ragazzi, ma ero "affogato” dagli altri”, raccontava a Guitar Player nel 1968. "All'inizio non sapevo perché, ma dopo circa tre mesi mi resi conto che avrei dovuto prendere una chitarra elettrica. La mia prima fu una Danelectro, che mi comprò mio padre. Deve averlo fatto impazzire per molto tempo. Ma prima dovevo dimostrargli che sapevo suonare". Hendrix, ovviamente, finì per fare proprio questo.

"Caro papà, ho ancora la mia chitarra e il mio amplificatore e finché li avrò, nessuno potrà impedirmi di vivere", scrisse in una lettera al padre nel 1965. Hendrix viveva allora a New York e suonava la chitarra in vari gruppi. "Ho visitato alcune case discografiche per le quali probabilmente potrei registrare. … Volevo solo farvi sapere che sono ancora qui, cercando di farcela. Anche se non mangio tutti i giorni, tutto va bene per me. Potrebbe andare peggio di così, ma continuerò a darmi da fare e a lottare finché non riuscirò a far accadere le cose come dovrebbero accadere a me".

Negli anni la collezione di Hendrix si espande fino a comprendere una miriade di chitarre, in particolare la sua Stratocaster, che divenne un simbolo. 

Nel 1968, Hendrix diede alcuni consigli agli aspiranti musicisti, in particolare ai chitarristi: "Dovete continuare a lavorare. A volte sarai così frustrato da voler abbandonare la chitarra, odierai la chitarra. Ma tutto questo è solo una parte dell'apprendimento, perché se si continua così si viene ricompensati".

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