Roy Orbison è il cantante preferito da Bruce Springsteen

“Volevo cantare come lui, però nessuno lo riesce a fare” ma resta una fonte ispirativa.

Sebbene Bruce Springsteen sia debitore dal punto di vista sonoro agli eroi del primo rock and roll come Little Richard e Chuck Berry, la sua vita cambiò quando ascoltò Roy Orbison per la prima volta. 

Roy Orbison (scomparso il 6 dicembre 1988 a 52 anni) non cercava di suonare lo stesso tipo di rock and roll dei suoi contemporanei e nella sua voce fondeva elementi di rock and roll e un tenore operistico in canzoni come "Only the Lonely".

Sebbene Springsteen nella scrittura e nell’esecuzione delle sue prime ballate s’ispirasse ai propri autori preferiti, voleva avere nella sua voce lo stesso tipo di potere vocale che possedeva Orbison.

Quando Bruce lo ha inserito nella Rock and Roll Hall of Fame, ha detto: “Nel 1975, siamo andati in studio per realizzare “Born to Run”. Volevo avere parole come Bob Dylan e suonare come Phil Spector, ma soprattutto volevo cantare come Roy Orbison. E lo sanno tutti, nessuno può cantare come Roy Orbison”.

Springsteen riuscì tuttavia a citare come ringraziamento Orbison nel testo della canzone di apertura "Thunder Road". “Come una visione lei danza sotto la veranda/Mentre la radio suona /Roy Orbison canta per quelli che si sentono soli/Io sono tra quelli e tutto ciò che voglio sei tu” dice il testo nella prima strofa dell’iconica canzone di Springsteen.

 

Al di là della sua voce altamente espressiva, Springsteen pensava anche che la chiave delle performance di Orbison provenisse dall'oscurità delle sue canzoni: “Per me le ballate di Roy erano sempre migliori quando eri solo e al buio. Roy ha scartato l'idea che servisse strofa-ritornello-strofa-ritornello-ponte-strofa-ritornello per avere un successo. I suoi arrangiamenti erano complessi e operistici, avevano ritmo e movimento e affrontavano il lato nascosto del romanticismo pop. Erano spaventosi. La sua voce era ultraterrena”.

Una tale intensità emotiva la possiamo comprendere anche dalle note biografiche di Orbison. Dopo un periodo di grande popolarità negli anni ’60, era caduto in disgrazia sia a livello professionale che personale, con la morte della moglie e di due figli, in due incidenti distinti. Nell'87 la sua carriera riprese piede grazie ad una serie di collaborazioni, tra cui un duetto con K.d. Lang che gli valse un Grammy. La sua popolarità arrivò soprattutto negli anni ’90 grazie a “Pretty woman”, il film con Richard Gere e Julia Roberts che prendeva il titolo da una sua canzone ovviamente inserita nella colonna sonora.

 

 

 

 

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