Si tratta probabilmente del pezzo più sinistro e inquietante dell’intero repertorio degli Zeppelin. E pensare che, nella sua versione definitiva, in realtà la band attenua parecchio la cupezza del brano rispetto alla versione originale, intitolata “Everybody Makes It Through” (disponibile nella versione allungata del 2015 e conosciuta anche come “In the Morning” e “Take Me Home”).
L’inizio della canzone è dominato da Jones, che lo sfrutta per mettere in risalto il sintetizzatore, ma Jimmy risponde alla sfida e trova l’ispirazione giusta, aggiungendo all’intro molteplici tracce di chitarra acustica suonata con l’archetto. Più avanti nella canzone, Jimmy sale in cattedra con due giri di uno spettrale riff circolare subito imitato da Jones, mentre Bonham si limita ad accompagnarli col suo battito pesante, una scelta di cui Jimmy tiene conto al momento della produzione del brano, lasciando così uno spazio appropriato alla parte vocale.
Domani scriveremo di “Bron-Yr-Aur”.
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I testi sono tratti dal libro di Martin Popoff “Led Zeppelin. Tutti gli album – Tutte le canzoni”, pubblicato da Il Castello, per gentile concessione dell’editore; al libro rimandiamo per la versione integrale dei testi di presentazione delle canzoni di “Physical Graffiti” e di tutti gli altri album dei Led Zeppelin.