E’ successo nel 2004: 28 aprile

Piero Pelù, dalla politica di 'U.D.S.' ai 'Soggetti smarriti' (28 aprile 2004)

La transizione è più che evidente: Piero Pelù pubblica un nuovo disco, ad un anno e mezzo di distanza da “U.D.S. – Uomo della strada”, e abbandona la politica in favore di temi più personali.

“Soggetti smarriti” esce venerdì 30 e sarà seguito da un tour, che partirà a luglio per durare fino a settembre. “Alcune canzoni facevano parte del periodo creativo di “U.D.S., in particolare ‘Soggetti smarriti’ e 'Dea'”, spiega a Rockol Piero i temi e i tempi del nuovo album. “Il tour è stato molto lungo. Ragionevolmente avrei dovuto andarmene in vacanza. Poi è arrivata la voglia di scrivere e l’ho assecondata, continuando sulla falsariga di quelle canzoni”.
Canzoni che appunto affrontano la vita da un punto di vista decisamente più personale rispetto ai temi apertamente sociali – se non politici – del suo predecessore: “Non è un caso che quelle canzoni che siano rimaste fuori da ‘U.D.S.’: Questo bisogno di leggere la realtà in chiave diversa covava dentro di me”.
“Non è che ci siano grandi segnali di coinvolgimento dalla politica, in questo momento”, continua Piero. “Può darsi che anche questo abbia influenzato una scelta più intimista per questo disco. Ma sono convinto che noi come animali sociali abbiamo un compito: conoscere meglio noi stessi per accettare meglio gli altri”.

Altro dato che emerge da “Soggetti smarriti” è il recupero del suono della chitarra, senza l’elettronica e la produzione che caratterizzavano “U.D.S.”. “Sai, non credo di essere un calcolatore fino al punto di pensare di fare un disco più 'litfibiano'”, racconta Pelù. “È venuto spontaneo, anche dopo il tour. I due dischi precedenti mi sono serviti per sperimentare cose che non avevo mai avuto occasione di fare in passato. Sulla base delle soddisfazioni e degli errori è venuto fuori questo disco. Oggi questa è la musica nella quale mi trovo più a mio agio, domani non so cosa mi frullerà per la testa…”.
Tra le canzoni del disco, una non mancherà di attirare l’attenzione dei vecchi fan: è “Re del silenzio”, rifacimento di un brano di “17 re”, storico disco della band del 1986. “Avevo voglia di riappropriarmi in senso costruttivo del repertorio dei Litfiba, anche quello degli anni ’80. All’interno di '17 re' quello era il brano con l’arrangiamento meno azzeccato. Non è un caso che sia un brano suonato pochissimo dai Litifiba e che io l’abbia stravolta, facendola diventare una sorta di power ballad, piuttosto che un pezzo pseudo-veloce. Sono contento di averne rivalorizzato il testo e la melodia, e mi rendo conto che qualcuno abituato a sentirla in quel modo possa rimanerne spiazzato, ma l’avevo già preparata per il tour precedente e le reazioni sono state positive. Questo mi ha convinto a rifarla.”

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