Levante cantautrice? Levante quella di "Alfonso"? Levante indie? Levante pop? Levante e basta: con il suo nuovo album, "Nel caos di stanze stupefacenti", la cantautrice siciliana ha messo in discussione in maniera più decisa che in passato le etichette musicali di genere. Ha dimostrato di essere una musicista versatile, capace di passare da un pezzo piano e voce come "Caos" (il "preludio" del disco) a un brano irresistibile come "Non me ne frega niente", di mantenersi vicina agli stili e agli stilemi della scena "indie" italiana ma di strizzare l'occhio anche a sonorità internazionali, contemporanee, attuali. Il live è la naturale prosecuzione del disco: "Lasciami mostrare tutte le mie mille me", canta lei nel ritornello canzone con cui apre il concerto, che suona quasi come una dichiarazione di intenti.
Già dai primi pezzi in scaletta quello che colpisce è il suono: rumoroso (così come Levante stessa ha definito il sound del disco nella nostra intervista), con una presenza (pre)potente delle batterie, della ritmica e dell'elettronica. Un limite dei precedenti dischi di Levante era che le canzoni, dal vivo, suonavano talvolta in maniera diversa rispetto al disco, perché la cantautrice e il suo team di lavoro si erano trattenuti molto in studio e al momento di preparare il live avevano un po' forzato la mano sugli arrangiamenti. Stavolta, invece, ha voluto esagerare dall'inizio: il bello di "Nel caos di stanze stupefacenti" è che è il disco di una solista, ma suona come il disco di una band. Levante, affiancata dal produttore Antonio Filippelli, lo ha realizzato pensando molto alla dimensione dei live: e si sente.
Quello che Levante ha portato in scena ieri sera sul palco dell'Atlantico di Roma è un concerto che non sfigurerebbe in un palasport e che forse è addirittura sprecato per un piccolo club: non solo per il suono, che ti arriva dritto alla pancia (un blocco corposo composto da basso, batteria, chitarre, tastiere e programmazioni), ma anche per il modo con cui la cantautrice tiene il palco (tra tutte le star della scena "indie" italiana che si sono alternate sul palco del Concerto del Primo Maggio, lei è stata una delle poche che hanno dimostrato di saper affrontare anche una platea decisamente più vasta rispetto a quella dei club). Levante è carica: sarà perché si lascia coinvolgere anche lei da questo suono pazzesco o forse, più semplicemente, perché quella di Roma è solamente la prima data del tour.Le date di questa prima tranche del "Nel caos tour" sono relativamente poche: dopo il debutto romano sarà la volta di - nell'ordine - Perugia (Afterlife, 5 maggio), Bologna (Estragon, 6 maggio), Roncade (New Age, 12 maggio), Venaria Reale (Teatro Concordia, 13 maggio) e Milano (Alcatraz, 16 maggio). Volete un consiglio? Non perdetevela.
di Mattia Marzi
SCALETTA:
"Le mie mille me"
"Non me ne frega niente"
"Le lacrime non macchiano"
"Ciao per sempre"
"1996 La stagione del rumore"
"Io ero io"
"Mi amo"
"Sbadiglio"
"Cuori d'artificio"
"Diamante"
"Lasciami andare"
"Contare fino a dieci"
"La scatola blu"
"Non vuoi stare bene"
"Abbi cura di te"
"Duri come me"
"Memo"
"Di tua bontà"
BIS:
"Alfonso"
"Io ti maledico"
"Gesù Cristo"
"Caos"