Il connunbio tra popstar americane e manifestazioni contro la discriminazione sessuale sono la bestia nera per definizione per le autorità russe: esattamente un anno fa il vicepremier Dmitri Rogozin, noto per la sua vicinanza alle aree più nazionaliste e conservatrici locali, bollò Madonna come meretrice a causa del sostegno fornito da Miss Ciccone alle Pussy Riot durante uno show all'ombra del Cremlino. Dodici mesi dopo nel cuore di quello che fu l'impero sovietico è ancora tempesta: a puntare il dito contro una star straniera, questa volta, è Vitaly Milonov, esponente del partito centrista Edinaya Rossiya, noto per le sue posizioni anti gay, che ha sollecitato il ministero degli esteri e dell'immigrazione ad aprire un'indagine su Lady Gaga.
Secondo Milonov la cantante newyorchese avrebbe violato le leggi che regolano il soggiorno nel paese: più precisamente, la "mother monster" avrebbe usato un normale visto turistico (che, quindi, non permetterebbe di esercitare attività che generino reddito all'interno dei confini russi) per un concerto tenuto nel 2012, durante il quale avrebbe perorato la causa della comunità omosessuale.
Convertitosi alla chiesa ortodossa russa nel 1998, Milonov - solo ieri - ha dichiarato che tecnicamente gli atleti omosessuali che prenderanno parte alle Olimpiadi invernali in programma a Sochi nel 2014 potrebbero essere arrestati: "Se una legge (quella che, in Russia, vieta ogni forma di propaganda omosessuale, ndr) viene approvata dal parlamento e firmata dal presidente, il governo non ha il diritto di sospenderla, perché non ne ha l'autorità".
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02/08/2013