Polaris Prize, vince Feist

Nello scorso luglio Drake, Grimes, Japandroids, Feist, Handsome Furs e Kathleen Edwards furono tra i dieci artisti finiti nella rosa finale del premio canadese Polaris Prize. Oggi si è saputo che a vincere il titolo è stata Feist per l'album "Metals". Il Polaris Music Prize è stato lanciato nel 2006 e rende omaggio a quello che viene ritenuto il miglior album canadese dell'anno, senza che siano presi in considerazione il genere musicale e neppure le vendite e l'etichetta. Nel 2011, da una rosa di finalisti di 10 nomi, vinsero gli Arcade Fire con "The suburbs". La lista è stata determinata da più di 200 tra membri dell'industria musicale canadese, giornalisti, blogger e presentatori radiofonici. Il vincitore è tenuto segreto a tutti, anche agli stessi organizzatori dell'evento, fino a quando il suo nome non viene annunciato sul palco. Alla cerimonia, svoltasi alla Concert Hall di Toronto, a Feist, oltre che gli onori, è andato pure un assegno da 30.000 dollari. "Qui stasera ognuno aveva in mente un favorito", ha detto Feist. "E io non pensavo d'essere tra i favoriti". Jeremy Gara e Tim Kingsbury degli Arcade Fire hanno consegnato il premio alla cantante, che ha aggiunto: "Sono veramente scioccata e veramente grata di far parte di questa serata". "Metals" alcuni mesi fa era stato dichiarato "Best album of 2011" dal "New York Times".











Leslie Feist ha 36 anni ed è nata ad Amherst, cittadina da 9700 abitanti in Nova Scotia, Canada. L'artista ha fatto parte dei Broken Social Scene, dormienti dal 2011. "Metals" è il suo quarto album; il disco ha debuttato al numero 7 delle classifiche USA vendendo 38.000 copie nella prima settimana. Oltre al brillante settimo posto negli Stati Uniti, "Metals" è entrato in Top 10 anche in Belgio, Francia, Germania, Svizzera e, naturalmente, Canada.
 

Vuoi leggere di più su Feist?

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996