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21/03/2002
Lou Reed a Venezia: vera contestazione o pochi dissensi?
Ma è proprio vero che Lou Reed, lo scorso 20 marzo a Venezia, è riuscito a... svuotare il celebre teatro Malibran a colpi di feedback e distorsioni? Da più parti, infatti, sono giunte notizie di spettatori in fuga, e di personale che distribuiva in sala -ad un pubblico non esageratamente soddisfatto - tappi per le orecchie. Incuriosita da questa ridda di notizie, la redazione di Rockol ha contattato telefonicamente Giò Alajmo, critico musicale del "Gazzettino" di Venezia, che lo scorso martedì si trovava proprio al Malibran ad assistere alla messa in scena dello storico "Metal machine music". "Chi parla di un teatro svuotato perlomeno esagera", ci ha dichiarato Alajmo: "E' vero che qualche spettatore ha abbandonato il suo posto in platea, ma sarà andate via prima del termine solo una dozzina di persone. Tutti gli altri sono rimasti fino alla fine. E semmai di questo ci si dovrebbe stupire", ha aggiunto il collega, "perché 'Metal machine music ' è uno spettacolo estremo, è una provocazione. Rispetto all'esecuzione originale dell'album (uscito nel 1975), in questa occasione Reed era accompagnato da un ensemble di musicisti berlinesi, gli Zeitcracker, che con strumenti classici emulavano le risonanze proprie della chitarra elettrica distorta, creando un vortice sonoro ai limiti della sopportabilità". Ma come hanno reagito i presenti in sala a questo 'maelstrom musicale'? "In quanto provocazione, 'Metal machine music' è uno spettacolo atto a violentare la platea", ha dichiarato Alajmo, "Io, martedì sera al Malibran, ho visto una platea quasi completamente consenziente".