Classe 1976, di Torino, laureato in Fisica… cantautore. Se si dovesse descrivere Ila Rosso in poche parole, queste potrebbero essere più o meno quelle giuste. All'esordio discografico con il suo primo album "La bellapresenza", Rockol lo ha ospitato nella rubrica The Observer per tre settimane, e d ora è arrivato il momento di congedarlo. Prima di salutarlo definitivamente vi proponiamo qui alcune chiacchiere scambiate con l'artista. Abbiamo chiesto ad Ila Rosso cos'abbia fatto in questi anni prima di diventare musicista: "Il mio 'ingresso nel mondo della musica' risale al 1992, quando, imberbe e ribelle, impugnai una chitarra. Da allora ad ora, tutta la trafila 'classica', chitarrismo da spiaggia, cover band del liceo, post-band universitaria, poi la band si scioglie, come nell'acido. Incomincia il periodo intimista: elettronica, esperimenti, visioni. Infine si torna a casa, si riprende la chitarra in mano e si scopre che finalmente il risultato è proponibile, quindi lo si propone. Così vede la luce, dopo un lungo travaglio, il progetto a nome personale, ed inizialmente solista, Ila Rosso".
Il disco, un insieme di racconti di vita dalle atmosfere folk-cantautorali, contiene nove brani: "Le parole possiedono una loro musicalità intrinseca, quando poi la si riesce a sposare ad un senso, nasce la magia della canzone. L'ispirazione (o inspirazione?) è poi il momento che precede l'espirazione, è naturale come il respiro. E' sicuramente un concept", racconta Ila Rosso a Rockol, "composto da una raccolta di racconti, personaggi e situazioni di vita vissuta sedimentate ed introiettate prima che fissate in parole e musica".
Cos'è la bella presenza per Ila Rosso? "Cos'è per me? A volte non basta a salvare l'apparenza, figuriamoci poi la sostanza".
Notizie
|
27/04/2012