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Ila Rosso
Veloce, rocambolesco, popolare e impertinente: sono questi i primi aggettivi che vengono in mentre ascoltando "La bella presenza" di Ila Rosso, cantautore con la passione per la Fisica nato a Torino trentasei anni fa.
 

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di ""La bellapresenza""

Rosso, che di vero nome fa Ilario, ha confezionato per l'etichetta indipendente INRI un disco con dieci episodi musicali degni di nota che spaziano dal più semplice cantautorato (Vinicio Capossela su tutti, ma senza scimmiottarlo troppo) al più complesso folk balcanico, con influenze prese dagli chansonnier francesi e, come giusto che sia, dalla sua terra d'origine con espliciti richiami alle sonorità del Paolo Conte più popolare. L'ultima fatica in studio di Ila Rosso, uscita a due anni dalla pubblicazione
 

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a Ila Rosso

 
dell'Ep autoprodotto "Invettive" e dal primo videoclip realizzato "Ballata dell'ubriaco moderno", vede l'azzeccata e curiosa partecipazione di Dargen D'Amico, che presta la sua voce in "Città espansa", Luciano De Blasi (cantautore di Torino), Davide Pavanello, ovvero AntiAnti, che ha curato il progetto grafico dell'album e che ha fondato la INRI, e Gigi Giancursi e Cristiano Lo Mele dei Perturbazione, che per l'occasione hanno registrato e missato i brani. Le canzoni del disco sono per lo più brevi e intense, con la voce in primo piano sostenute da un tappeto di suoni che trasporta l'ascoltatore in un viaggio a tratti frenetico e a tratti scanzonato, un viaggio che non dura moltissimo, giusto il tempo di incuriosirsi e volerlo rifare.

 

 
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