«Ho deciso di andare in scena anche a Capodanno per compiere una sorta di rito finale del mio '99, che è stato unico, nel bene e nel male (...) È stato un anno contraddittorio e di svolta: sono stato ferito dalla vicenda Litfiba. Pensavo a una separazione consensuale, ma ho letto cose che mi hanno fatto perdere la voglia di essere artista. Volevo smettere. Mi ha fatto cambiare idea il duetto con Mina. Mi ha dato la forza di continuare e debuttare da solista».
Cos'altro mette in bilancio sotto il segno positivo?
«L'inizio dell'amicizia con un capo-tribù Lakota. E il successo di "Il mio nome è mai più", con Jovanotti e Ligabue. (...) Con Celentano sull’aborto ci siamo chiariti: i miei non erano insulti, e io non ho cambiato idea. Si tratta di decisioni da far prendere alle interessate, senza imposizioni. E, stupri di guerra a parte, mi piacerebbe che il Duemila portasse un massiccio aumento di educazione sessuale nelle scuole: i ragazzi saranno più consapevoli».
Che concerto sarà il suo?