Tuttavia mi resta la sensazione che il mondo della musica classica e lirica sia diventato un po' troppo d'élite, che con gli anni abbia perso il contatto con la gente comune».
Il cantante dei Litfiba rievoca poi «quell'esperienza, certo isolata, ma molto forte del 1989. Mi chiamò proprio il Teatro Comunale di Firenze per interpretare un'operetta, una rilettura di temi bachiani in chiave moderna. Il mio ruolo, tale Giovanni Sebastiano (un Bach italianizzato), inizialmente era stato pensato per Lucio Battisti. Beh, poi non ho mai dimenticato la serata con Pavarotti a Modena. Abbiamo duettato "Io te vurria vasà". E Lucianone mi ha dato delle belle dritte su come tenere la lingua per dare più risonanza alla voce, quando si canta».