Quando la linea all'infinito è larga e dritta
E non ci sono ostacoli davanti agli occhi
E tutto quello spazio aperto è come vuoto,
Si può decidere di disegnare liberi.
Ogni progetto, ogni visione, ogni avventura,
Ogni trasformazione ha senso ed è a misura
Delle opportunità che vivono nel centro
Di ogni persona, che sarebbe a dire dentro,
Sotto di noi, sopra di te, di fianco a me.

Quando un respiro basta e avanza ad avere ritmo
E con l'inerzia di uno spunto si fa avanti,
Un salto che ci fa ruotare dentro al cielo,
Restituisce al nostro sonno un altro volo
E si può correre e si riescono a trattare
Le dimensioni di altri mondi e altro volere,
Lo spazio e il tempo finalmente dilatati,
Fuori dalla prigione che li ha mascherati
Come impossibili, impraticabili.

Trovare il filo della storia dei secoli,
Andare fino in fondo ai tempi, come sono stati,
Lasciarsi scivolare, portare, plasmare, inventare,
Ricucire dagli strappi, consolare.
Smaltiti da risorse ultraterrene, riprendersi le arti,
Le ali la telepatia, la sensibilità di dimensioni multiple,
Caleidoscopiche, prismatiche
Ed essere coscienti semplicemente di essere infiniti, eterni,
Illimitati nelle pieghe di un dettaglio, anime di luce,
Splendenti, scintillanti,
Immanenti, curiosamente attenti,
Intraprendenti.

E prendere i destini come tempi di partite da giocare
Su campi fatti apposta per essere decisi e impostati,
Percorsi illuminati, circostanziati, posti preparati
Nelle ragioni ultime e vincenti, fatte di riverberi di suoni,
Di parole, di gesti, di pensieri, di intenzioni e di regali
Che conservano le ceneri dei limiti nel percorso delle terre,
Nei tempi, nelle guerre.

E così sia, così sarà, così certamente era nello specchio
Che riflette il passato nel futuro, le ombre contro il muro,
Il tenero nel duro, l'incerto sul sicuro,
Il falso contro il vero, il bianco dentro il nero.

Le vincite ai tornei delle escursioni mirate alla corte dei miraggi,
Ancore sui fiumi che vanno dentro al mare
A fermare intuizioni che non vadano distrutte,
Tralasciate, erse, sommerse.

I cuori alterati, i ricevitori accesi,
E allora eccomi qui stanco, esausto,
Riempito da ogni spazio vuoto,
Svuotato da ogni troppo pieno,
Finalmente sereno, finalmente sereno!

Sai come mi sento?
Finalmente sereno!
Finalmente sereno finalmente sereno!

E così, se vuoi, possiamo riparlarne,
Magari prendere un tè,
Farne un'occasione,
Uno spuntino di presente.
Che dici, ce ne usciamo dal passato
Che ci ha devastato?
Facciamo una nuotata, un tuffo, un volo,
Una corsa con le gambe ritrovate?
Una corsa, una corsa, una corsa
Una corsa, una corsa, una corsa...



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