CHIEDI A JOHN

Paolo Baron – Ernesto Carbonetti

Voto Rockol: 4.0 / 5

La buffa bufala della morte presunta di Paul McCartney è già stata oggetto di più pubblicazioni (ricordo positivamente quelle firmate da Glauco Cartocci, negativamente “Il codice McCartney”). Ma forse trova nel fumetto, con quel che si porta dietro di immaginato, di fiction, il veicolo migliore.

Gente ben più importante di me ha già scritto entusiasticamente di questa graphic novel il cui sottotitolo, “Quando i Beatles persero Paul”, fa appunto riferimento alla “scomparsa” di Paul che ha generato tutto il fenomeno “Paul is Dead” (rimando chi non ne fosse informato, non potendo sintetizzarla qui, a una esaustiva pagina di Wikipedia)

Paolo Baron, che ha sceneggiato il fumetto (pardon: la graphic novel), ha trovato un espediente narrativo interessante, che sarebbe sciocco raccontare. I disegni di Ernesto Carbonetti non scadono nel caricaturale e restituiscono bene le fisionomie dei Beatles “circa Sgt Pepper’s” (anche se la registrazione di “Tomorrow never knows”, evocata nel racconto, è dell’aprile 1966, la canzone è in “Revolver”, e a Lennon viene fatto dire, quella sera, “E’ appena uscito ‘Revolver’”, che invece esce nell’agosto del 1966; mentre l’incontro nei corridoi di Abbey Road con i Pink Floyd è del marzo 1967). Ma sono quisquilie e pinzillacchere: questa è una fiction, non un libro di storia, e ogni libertà cronologica è consentita (del resto nei dialoghi sono parecchie le allusioni azzeccate a fatti beatlesiani reali, a dimostrazione del fatto che Baroni evidentemente o ne sa di suo o si è documentato).

L’unica incongruenza seria, e non da impallinato beatlesiano, sta nel fatto che John guidi personalmente la sua Rolls Royce. John aveva preso finalmente la patente nel febbraio del 1965, ma girava praticamente sempre con l’autista – del resto, nella situazione prevista dal racconto un estraneo al ristretto circolo dei Beatles non ci poteva stare – ma la tentazione di disegnare una Rolls dev’essere stata troppo forte. Però – lo scrivo per sfizio da impallinato: non è una critica, l’ho già detto che siamo nella fiction – la targa della Rolls di Lennon era FJB111C, non CP8 12 1980.

Prima di scrivere questa recensione, tuttavia, mi sono scambiato qualche opinione con gli autori, e la spiegazione che mi hanno dato per la targa è troppo bella per non condividerla: “La targa è volutamente un’altra, è una citazione nascosta: CP8 12 1980 = Central Park, 8 dicembre 1980, luogo e data di morte di John”. Chapeau.

La graphic novel non è la mia tazza di tè – sono troppo anziano, e sono un barksiano militante, quindi sono affezionato ai riquadri regolari del fumetto classico; ma non sono così passatista da non riconoscere il fascino e la bellezza delle tavole di questo libro, raccomandato anche (forse soprattutto) a chi non è un fan dei Fab Four.

Franco Zanetti