QUESTI SONO I NOMADI E IO SONO BEPPE CARLETTI

Beppe Carletti con Marco Rettani

Voto Rockol: 4.0 / 5

Questo libro, però, a dispetto del titolo, non è una biografia o una storia dei Nomadi. E’ una lunga (e a tratti commovente) conversazione fra Beppe Carletti e Augusto Daolio, o meglio: è un lungo monologo in cui Beppe immagina di rievocare, durante un viaggio notturno in automobile, i suoi ricordi dell’avventura dei Nomadi rivolgendosi al suo amico e fratello Ago, Augusto. Può suonare un espediente letterario, e certo in parte lo è; ma è molto credibile, perché Beppe e Augusto “sono” i Nomadi, e il loro sodalizio, la loro amicizia, la loro fratellanza rendono più che verosimile il flusso di memoria, di rievocazione, di confidenze che costituisce le 150 pagine di questo libro che ho letto d’un fiato, ritrovandoci tante persone che ho conosciuto nel corso della mia attività nella musica (45 anni, dieci in meno dei Nomadi): Francesco Guccini, Maurizio Vandelli, Alberto Salerno, Dodo Veroli, Renzo Fantini, Gerolamo Caccia Dominioni, Bruno Tibaldi, Romano Razzini... persone che Carletti introduce nel suo racconto con spontaneità e sincerità, per dirne quel che ne pensa di bene ma anche no (perché Beppe non è mai stato uno che le manda a dire, intendiamoci).

Un solo nome non fa, ed è quello di un certo produttore che per tutti gli anni Ottanta si impegnò attivamente nel mettere i bastoni fra le ruote ai Nomadi. Posso immaginare chi fosse, e anche il buon motivo per il quale Beppe non ne fa il nome – ma ne chiederò conferma a Carletti la prossima volta che ci vedremo.

E’ proprio perché conosco abbastanza Beppe che mi dispiace un po’ che Marco Rettani, autore e compositore, e coautore del volume, abbia, come dire, “messo in bella” i pensieri e le parole di Carletti; le stesse cose raccontate direttamente da lui, con il suo modo di parlare franco e rustico, non avrebbero perso di efficacia, anzi credo ne avrebbero guadagnato. Ma leggere un libro, si sa, non è come passare una serata a base di gnocco fritto e lambrusco, e gli editori hanno le loro esigenze...

Franco Zanetti