Recensioni / 03 lug 2018

Boris Battaglia - GAINSBOURG – NIENTE è GIà TANTO - la recensione

Voto Rockol: 3.0 / 5
GAINSBOURG – NIENTE è GIà TANTO
Boris Battaglia

Non vi spaventino le 212 pagine: si tratta di pagine di piccole dimensioni, 10 per 15 centimetri. Però non aspettatevi da questo libretto una storia ordinata della vita o un’analisi sistematica della sterminata opera del cantautore francese (da noi ancora poco considerato rispetto a quanto meriterebbe di esserlo) perché non lo è; è un saggio, scritto da un autore che peraltro di solito opera nell’ambito del fumetto, e non è per niente una lettura agevole o didascalica. Anzi, al contrario – e qui, da divulgatore quale mi considero, esprimo la mia contrarietà – è una lettura complessa, fitta di riferimenti a fatti e personaggi che il lettore medio rischia di non conoscere; ed è molto personale, anzi secondo me (parlo sempre da comunicatore) troppo personale. 

Per apprezzarlo appieno, cosa che confesso di non essere in grado di fare, bisognerebbe conoscere Gainsbourg molto più di quanto (lo ammetto senza vergogna) lo conosca io. “Boris Battaglia mette in luce... il peso imprescindibile di Gainsbourg per una riflessione filosofica e strutturale sulla forma canzone e sulla sua importanza nella decifrazione della vita e del mondo”, recita la quarta di copertina. Ammirevole intenzione; ma forse se avesse concesso di più al lettore semplicemente curioso – e se avesse scelto di usare un linguaggio meno complesso (“l’opera di gioioso rasserenamento che la macchina mimetica della società capitalistica costruisce per normalizzare le tendenze schizofreniche e antisociali che quella stessa società ci provoca”) e meno letterariamente compiaciuto – avrebbe contribuito ad una maggiore conoscenza “popolare” del soggetto del suo saggio. Poi, figuriamoci, sono scelte autorali e vanno rispettate anche se non le si condivide.

Franco Zanetti