«UN UOMO CHE HA VISSUTO - Riccardo Fogli» la recensione di Rockol

Riccardo Fogli - UN UOMO CHE HA VISSUTO - la recensione

Recensione del 04 mar 2017 a cura di Franco Zanetti

Voto 6/10

La recensione

“Al di là del colpo di genio del rientro nel gruppo, per l’occasione del giro d’addio dei Pooh, di Riccardo Fogli, questo tour potrebbe portare a casa un risultato importante anche se forse non previsto, e forse nemmeno prevedibile. Ed è l’aver rimesso in circolazione, l’aver riportato alla ribalta una gran bella voce della canzone italiana, appunto quella di Fogli: al quale qualcuno dovrebbe fare subito un contratto da solista, trovandogli canzoni all’altezza (a meno che non gliele scrivano i suoi “amici per sempre”...)”.

Scrivevo questo recensendo il concerto dei Pooh all’Arena di Verona l’8 settembre del 2016. E lo sottoscrivo oggi, di tutto cuore. Non sapevo ancora, però, che Riccardo Fogli stava preparando una sorta di autobiografia, che adesso ho letto e di cui vi riferisco qui. L’obbligatoria premessa è che questo libro è stato iniziato, insieme al protagonista, da Tommaso Labranca. Labranca, eccellente scrittore e intellettuale, oltre che persona amabilissima, ha pubblicato parecchi libri su temi e personaggi della canzone (Orietta Berti, Renato Zero, Michael Jackson, Freddie Mercury, Jimi Hendrix, John Lennon, Coldplay, Skin). Mentre stava lavorando su questo, purtroppo, un infarto se l’è portato via, il 29 agosto dell’anno scorso; e il lavoro da lui iniziato lo ha concluso Luca Rossi.

Adesso è difficile, e forse inutile, cercar di capire dove finisca Labranca e dove cominci Rossi, in queste “Storie di tutti i miei giorni”, come recita il sottotitolo. Ma non si può tacere del fatto che l’impianto complessivo del volume ne è risultato un po’ sconnesso; il che non toglie nulla alla piacevolezza della lettura, ma la rende meno scorrevole per come la sequenza dei fatti compie qualche salto di troppo in avanti e all’indietro (il che non è detto non sia previsto e voluto, intendiamoci).

Per chi come me conosce Riccardo da quando ancora stava con i Pooh, e ha continuato a frequentarlo anche dopo (sono stato l’ufficio stampa della CGD nella prima metà degli anni Ottanta, l’epoca di album come “Alla fine di un lavoro”, “Campione”, “Compagnia” e “Torna a sorridere”), è facile ritrovare nella leggerezza e nell’ironia con cui si racconta – non disgiunte da un sincero sentimentalismo – i tratti dell’uomo prima ancora che quelli del cantante; certo non conoscevo i dettagli della sua infanzia e della sua giovinezza, che qui vengono raccontati con sincerità e consapevolezza (“sono un operaio della Piaggio”, ripete spesso la voce narrante del libro), e nemmeno certe cose della sua età adulta.

Ecco: se qualcosa mi è dispiaciuto, al termine della lettura, è che penso sinceramente che con più tempo a disposizione, e con qualche attenzione editoriale in più, questo libro sarebbe potuto essere più lungo, più completo e di maggiore soddisfazione per il lettore. Così sa un po’, senza offesa, di instant book: e secondo me una carriera lunga più di cinquant’anni, com’è quella di Riccardo, poteva meritare una narrazione più ampia e più approfondita.

Adesso, però, è tempo di pensare ad altro. A quel nuovo disco che, sento dire, qualcuno (qualche suo "fratello" Pooh", forse?) sta preparando con Riccardo Fogli. E che mi piacerebbe ascoltare presto.

(Franco Zanetti)

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