RICCARDO TESI, UNA VITA A BOTTONI

Neri Pollastri

Voto Rockol: 4.0 / 5
Ho incrociato le strade di Riccardo Tesi nel 1995. Allora stavo curando un progetto di riscoperta e di rivalutazione del tanto vituperato ballo liscio; un progetto che avevo proposto a Caterina Caselli, alla quale era piaciuto molto (se ne disamorò velocemente, purtroppo), e che per un anno mi vide esplorare il mondo della musica da ballo, un mondo “a parte”, lontanissimo da quello della musica pop e rock, ricchissimo di suggestioni e di spunti, e che da allora ho continuato ad amare e rispettare.
(Il risultato più divertente di quell’anno di lavoro rimane un clamoroso servizio fotografico pubblicato sul mensile “Max”, per il quale otto giovani e prosperose cantanti di altrettante orchestre da ballo posarono da modelle sexy e abbastanza discinte – lo considero uno dei risultati più sorprendenti fra quelli che ho ottenuto come ‘agitatore culturale’).
Quello stesso anno, il 1995, uscì “Un ballo liscio”: un disco in cui Tesi, già allora organettista molto affermato e considerato, sostanzialmente si faceva portavoce dello stesso atteggiamento che mi stava guidando nella mia missione impossibile. Lo considerai un segno, una coincidenza fatidica; e fu infatti da quel disco che cominciai a seguire con più attenzione l’attività del musicista pistoiese. Un’attività, la sua, iniziata nel 1978 e che negli anni lo ha portato a collaborare con i più prestigiosi musicisti della scena folk (e non solo folk) internazionale. Qualche nome? Il mandolinista nizzardo Patrick Vaillant, l’organettista britannico John Kirkpatrick, il jazzista Gianluigi Trovesi, ma anche cantanti e cantautori come Ginevra Di Marco, Piero Pelù, Ivano Fossati, Fabrizio De André, Ornella Vanoni, Gianmaria Testa, Giorgio Gaber, Cristina Donà...
Quella di Riccardo Tesi è una carriera importante, ed è giusto che le venga dedicato un libro informatissimo, molto dettagliato e ricco di notizie, leggendo il quale – cosa che non capita spesso, con i libri dedicati ai musicisti – viene davvero la voglia di ascoltare le musiche di cui si sta leggendo. Cosa resa anche più agevole dal fatto che al libro è accluso un CD di 80 minuti con sedici brani, il che giustifica ampiamente il prezzo di copertina dell’opera.

(Franco Zanetti)