La storia del metal tricolore e della sua scena sotterranea – in particolare quella anni Ottanta – è un argomento affascinante, per cui è un gran bene che escano libri così: veri e propri tasselli che aiutano a ricostruire un mosaico altrimenti affidato alla memoria, alle pagine sbiadite di fanzine fotocopiate e a quelle di riviste come “Metal Chaos” (che era più una fanzine, che una rivista), “HM” e “Metal Shock” – ormai difficili da trovare. Tutti supporti ormai volatili e soprattutto slegati, a volte troppo entropici.
Contini scrive bene, è lucido e tagliente, ha idee ben delineate e non fa sconti a nessuno. Forse l’unico difetto di “Hereticus” è un pizzico di autocelebrazione di troppo, ma nell’economia generale della storia è più che giustificato... in fondo parliamo di una band a cui non è mai stato concesso molto e che, a modo suo, ha invece fatto la storia del metal estremo europeo (tanto come l’hanno fatta nomi più osannati, come Celtic Frost, Venom, Sodom etc etc).
Quindi una bella lettura, da unire – si spera – a molte altre simili per completare la visione di quel periodo che ormai appartiene a un passato, se non proprio remoto, piuttosto lontano. Con tutte le problematiche del caso. Speriamo che l’editore Crac ci offra altre occasioni simili (sembra decisamente ben intenzionato).
(Andrea Valentini)