Tito Faraci - NATO SETTE VOLTE - la recensione

Recensione del 29 dic 2014 a cura di Franco Zanetti

Voto 10/10
Se anche l’autore di questo libretto (definizione non riduttiva, ma riferita al formato e alla durata) non fosse un mio amico dei bei tempi - e anche di questi tempi, che sono meno belli - scriverei ugualmente che è un libretto commovente. C’è dentro una bella storia, quella di una band che si riunisce dopo tanti anni; ed è una storia di amicizie, di amori, di musiche e di dolori nella quale non farete fatica a ritrovarvi coinvolti, anche se non avete mai fatto parte di un gruppo, anche se non sapete suonare nessuno strumento, anche se non conoscete le canzoni e gli artisti che vi sono citati e ricordati.

Non sono d’accordo con il testo della quarta di copertina che descrive “Nato sette volte” come una “frizzante” meditazione. “Frizzante” è un appellativo da bibita gassata; qui dentro non ci sono bollicine aggiunte, c’è un pezzo di vite vere di persone vere. Che in parte sì, sono l’autore e i suoi compagni di gruppo, ma in gran parte sono i ragazzi e le ragazze che abbiamo incontrato tutti, anche se non abbiamo mai calpestato le tavole di una pedana o di un palco. C’è dentro un film, qui. Qualcuno dovrebbe pensarci, a tirarlo fuori.
(Franco Zanetti)

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