«ANIMA LATINA – STORIA E CRONISTORIA - Renzo Stefanel» la recensione di Rockol

Renzo Stefanel - ANIMA LATINA – STORIA E CRONISTORIA - la recensione

Recensione del 01 dic 2014 a cura di Franco Zanetti

Voto 10/10

La recensione

“Anima latina”, l’album di Lucio Battisti uscito nel 1974, è un po’ la “magnifica ossessione” di Renzo Stefanel, che al disco ha già dedicato 400 pagine di un libro pubblicato nella collana “Tracks” di NoReply nel 2009.

Stefanel torna sul luogo del delitto per approfondire ulteriormente la sua già dettagliatissima disamina di cinque anni fa, e nel quarantennale dell’album ne ripercorre la genesi – concentrandosi in particolare sulla sua registrazione – con l’intento di chiarire dati e date nel modo più preciso e inoppugnabile possibile.
Si tratta al tempo stesso del frutto di una passione profonda e di un lavoro di giornalismo investigativo condotto con tutte le contingenti limitazioni (di tempo e di spesa) che affliggono gli autori italiani; in Gran Bretagna un’opera del genere sarebbe stata pubblicata con entusiasmo da un editore, che avrebbe versato un congruo anticipo e avrebbe consentito all’autore di lavorare in libertà rintracciando e intervistando di persona i testimoni oculari. Stefanel si è dovuto pubblicare il libro da sé, e ha lavorato soprattutto con email e telefono. Ma anche così il risultato è “impressive”, come direbbero gli anglosassoni, per ampiezza di informazioni e minuziosità della ricerca dei documenti e del confronto fra fonti discordanti e ricordi confliggenti (sono passati quarant’anni, e i superstiti sono anziani...).
Sapete come la penso sul fatto che la canzone italiana avrebbe tanto bisogno di una storicizzazione organica; ebbene, il libro di Stefanel è un esempio – magari a tratti fin troppo maniacale – di come si dovrebbe cominciare finalmente ad avviarla.


(Franco Zanetti)

PS A proposito della nota di pagina 71-72: questa cosa che il telefax era già diffuso in Italia a metà degli anni Settanta non è proprio vera (“Wikipedia” definisce la tecnologia “praticabile”, non “utilizzata”). Da quando ho cominciato io a lavorare in discografia fino all’inizio degli anni Ottanta il telefax non c’era nemmeno nelle grandi aziende. Ha ragione Gianfranco Salvatore, ma si sbaglia ipotizzando l’uso del telex. Al Mulino non c’era nemmeno quello. E Renato Marengo quella storia dell’approvazione delle bozze se l’è inventata, secondo me...
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