Oderso Rubini - NO INPUT, NO OUTPUT - la recensione

Recensione del 09 set 2014 a cura di Franco Zanetti

Voto 8/10
La celebre frase di Joe Strummer fa da titolo a un documentatissimo volume che raccoglie storia, materiali, immagini relativi alla Italian Records, l’etichetta bolognese che dal 1980 al 1985 ha costituito un’esperienza – non solo discografica, ma anche artistica in senso più generale, e vorrei quasi dire sociale – che non aveva precedenti e non ha avuto epigoni in Italia.

Nata dalla Harpo’s Bazaar, “casa” di Skiantos e Gaznevada, la Italian Records ha pubblicato una cinquantina di titoli, fra singoli, mix, album e box (è di recente distribuzione l’imprescindibile cofanetto di 5 cd “The singles collection”). Stupid Set, Johnson Righeira, Art Fleury, Confusional Quartet, Hi-Fi Brothers, Neon, Kirlian Camera sono solo alcuni dei nomi che dicono dell’ecletticità e della originalità della visione artistica di Oderso Rubini, produttore visionario e del tutto atipico, oltre che persona per bene (caso raro in questo ambiente). Che con la solita, ammirabile discrezione, curando questo volume sfugge l’autocelebrazione e lascia tutto lo spazio ai “suoi” artisti. Anche a quelli, e sono parecchi, che non hanno saputo dimostrargli riconoscenza. Franco Zanetti

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