Ecco l'alter-ego visuale del nuovo
disco dei Cure, un'antologia che contiene al suo interno
anche l'inedito "Wrong number". In poco più di
un'ora e mezza scorrono i video, onirici e inquietanti,
dei migliori brani dei Cure tratti in gran parte dal loro
più recente repertorio, a partire da quello che
coincideva con la svolta commerciale di HEAD ON THE DOOR.
"Why can't I be you?", "Catch",
"Just like heaven", "Hot hot hot!!",
"Lullaby", "Fascination street",
"Lovesong", "Pictures of you",
"Never enough", "Close to me",
"High", "Friday I'm in love", "A
letter to Elise", "The 13th", "Mint
car", "Gone" e "Wrong number":
questa è la scaletta dei brani, tanto per darvi un'idea,
mentre per quanto riguarda i clip non c'è molto da dire
visto che si tratta di cose già viste e stranote tra gli
appassionati dei Cure. Mettiamola così: se non conoscete
il gruppo e volete farvi un'idea della cultura dark primi
anni '80 che circolava in Gran Bretagna, non è questo
l'homevideo che fa per voi: ripiegate piuttosto su
un'altra raccolta dei Cure, STARING AT THE SEA, uscita
nel 1986. In GALORE trovate forse i Cure meno originali e
creativi, ma anche quelli che sono ormai il trademark di
se stessi: il suono, ormai, è quello, anche se il nuovo
singolo "Wrong number" sembra aprirsi alla
'musica che gira intorno', la voce e i testi di Robert
Smith raccontano ambientazioni ora spassore ora tragiche
cercando di mantenere il controllo in primo luogo sulla
storia del suo proprio gruppo. Certo, qualche piccolo
capolavoro c'è, come ad esempio nel caso dei brani
tratti da DISINTEGRATION, a parere di chi scrive l'ultimo
grande capolavoro dei Cure. GALORE sarà un must per i
fans sfegatati del gruppo e per gli amanti di clip o per
i curiosi di inquadrature e montaggi, veramente
interessanti. Per gli altri potra bastare l'album o
l'homevideo IN ORANGE del 1987.