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Mario Giammetti - MIKE RUTHERFORD - SILENT RUNNER - la recensione

Recensione del 23 feb 2012

Voto 6/10

La recensione

Giunge quasi a compimento, dopo i volumi dedicati a Phil Collins, Steve Hackett, Tony Banks ed Anthony Phillips (e in attesa di un prossimo libro su Peter Gabriel) il progetto "Genesis Files" ideato e realizzato dall'instancabile Mario Giammetti, fondatore e anima della fanzine Dusk. Le sue enciclopediche competenze in materia, stavolta, si concentrano sul "corridore silenzioso" della band inglese, quel Mike Rutherford che - ricorda l'autore nella prefazione - molti fan dei Genesis ritengono il meno dotato strumentalmente del gruppo ma che ha sempre lasciato un'impronta inconfondibile su"quel" suono amato da milioni di persone (chi, tra gli appassionati della prima ora, non ricorda gli arpeggi alla dodici corde di "The musical box", la linea di basso di "Watcher of the skies" e quella scenografica chitarra a doppio manico?). Una vita da mediano, quella di Rutherford, vissuta sul doppio binario dei Genesis e di una carriera parallela esplosa a grande popolarità con il techno-pop di Mike & the Mechanics, formazione a "sliding doors" molto amata dal pubblico mainstream, meno dalla critica (e recentemente tornata in attività). Dalla lettura, la sua personalità emerge come una conciliazione di opposti: un uomo ordinario che passa buona parte del suo tempo a giocare a polo e a organizzare concerti di beneficenza con altre rockstar milionarie, un sopravvissuto del progressive che ama le drum machine e le canzonette pop, un musicista intuitivo ma anche raffinato, un giocatore di squadra che si riserva il diritto dell'ultima parola, un "personaggio atipico, a volte filosofico, altre pragmatico". Giammetti ne traccia un ritratto di ampio respiro con la solita pazienza e cura del dettaglio, partendo dall'infanzia girovaga a seguito di un padre (ufficiale della marina militare) spesso assente di casa e dall'amicizia adolescenziale con Anthony Phillips nell'epoca pre-Genesis per lanciarsi in radiografie minuziose dell'intera produzione musicale (che rischiano a volte di intralciare la scorrevolezza del racconto ma risultano irrinunciabili in un libro con pretese di completezza), attingendo a un archivio di foto anche inedite e a molto materiale di prima mano accumulato in anni di interviste con i protagonisti della vicenda: compreso Rutherford, "notoriamente smemorato e poco attento ai particolari" ma disposto a collaborare al progetto editoriale, il primo al mondo a lui dedicato. Corredano il libro un'appendice sulle collaborazioni a cura di Massimo Satta e una dettagliatissima video/discografia (per dire: è citato anche il Dvd "Remember that night" di David Gilmour solo perché Mike e sua moglie Angie compaiono per un attimo nel documentario che lo accompagna). Per i fan dei Genesis, come al solito, 20 euro ben spesi.
(Alfredo Marziano)
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