Recensioni / 30 giu 2009

Cesare Cremonini - LE ALI SOTTO AI PIEDI - la recensione

LE ALI SOTTO AI PIEDI
Cesare Cremonini
In copertina spicca la dicitura “romanzo”. Che è un po’ incongrua, per queste che sembrano pagine di diario rilette a dieci anni di distanza e rimesse in bella copia. Non che questo sia necessariamente un limite, anzi: quel che esce dalle parole di Cesare Cremonini - uno che, sia detto per inciso, stimo e ammiro più di ogni altro esponente della sua generazione - è la sincerità, quasi l’ingenuità con cui un “ragazzo fortunato” racconta infanzia adolescenza e prime esperienze.
Qualcuno l’ha definito “un romanzo di formazione”, esagerando non poco: leggendolo, l’ho trovato piacevolmente narrativo, con le inevitabili concessioni al registro comico e al registro drammatico e al registro sentimentale (ma non è forse così la vita di ogni giorno?), e ho apprezzato la scelta di concludere la rievocazione di quei giorni “formidabili” alla vigilia dell’esplosione di “50 Special” e di “..Squèrez?” e della breve fama dei Lunapop.
Ci sono dentro tanta Bologna e tanta mamma e un bel po’ di Walter Mameli (scopritore produttore manager di Cesare), nelle pagine di “Le ali sotto ai piedi”: l’ingrediente che mi ha divertito di più è l’ultimo, perché Mameli lo conosco da un bel po’, la Bologna degli anni Novanta non l’ho proprio frequentata e la mamma di Cesare non l’ho mai vista. Oltretutto, è nelle 12 pagine scritte da Mameli che ritrovo il mio ambiente - quello della discografia miope e pavida, quello delle majors che rifiutano i Lunapop salvo poi mangiarsi le unghie fino ai gomiti.
Ma questo non è un libro che parla di musica, non è un saggio critico o un excursus storico: è, l’ho già detto, il racconto in prima persona del viaggio di un ragazzo bolognese dal semianonimato alla celebrità. Un libro per fans? Abbastanza, sì, anche se sono certo che non era questa l’intenzione dell’autore. Però è certo che è a loro che è destinato; quindi, a che pro stare a guardare il capello?
Frizzantino, fresco, di pronta beva, “Le ali sotto ai piedi” è un Pignoletto col quale accompagnare l’antipasto di salumi. Aspetto - con fiducia - Cremonini alla prova più matura, che potrebbe già essere la seconda: un romanzo (questo, si è detto, non lo è propriamente) corposo, pastoso, di gradazione più impegnativa.
(fz)