STORIA LEGGENDARIA DELLA MUSICA ROCK

Riccardo Bertoncelli e Gianni Sibilla

Voto Rockol: 4.0 / 5
Riccardo Bertoncelli (non servono presentazioni, vero?) confessa nell’introduzione a questo volume di avere definitivamente rinunciato alla vecchia, ambiziosa, forse velleitaria idea di compilare una Storia del rock con la S maiuscola: organica, esauriente, totale, con tutti i tasselli e tutti gli incastri al posto giusto. Si accontenta pertanto di riaggiornare un libro originariamente pubblicato nel 1999, affidando al caporedattore di Rockol, Gianni Sibilla, la seconda parte, quella che va dal punk ai giorni nostri. Questa terza edizione "Deluxe" amplia la seconda, pubblicata nel 2010, con 100 nuove pagine di "leggende".

I capitoli hanno titoli mash-up come “Idioti americani ballano su arcobaleni digitali”, “Rock intorno al pube di Johnny B. Goode”, “Scarafaggi rotolanti sulla Highway 61”, “Ziggy Stardust e l’agnello al CBGB’s”: un modo di ribadire il concetto di fondo e il filo narrativo dell’opera, l’idea del mosaico di storie affiancate una all’altra come in un domino, del collage simboleggiato anche da quella copertina con la grafica che evoca il “Rock’n’roll Circus” dei Rolling Stones.

Non una Storia del Rock, dunque, ma “una storia delle storie rock”, come spiega la dicitura in quarta di copertina. E una “storia leggendaria”, che si concede qualche escursione nella mitologia privilegiando però l’asciutta cronaca alle riflessioni sociomusicologiche. Gli episodi e i personaggi chiave, dal 1954 al 2016, ci sono tutti.

Da Elvis che canta “That’s alright mama” ai Sun Studios di Memphis all’iPod di Steve Jobs (“la rockstar che non fa musica”), dai Beatles sgocciolanti di sudore al Cavern di Liverpool a quelli virtuali rappresentati nel videogioco Rock Band, ai Foo Fighters suonati da 1000 persone a Cesena, alla morte di Bowie e Prince. Perché oggi le rivoluzioni musicali si fanno con le chitarre e le batterie giocattolo, con i computer e i telefoni cellulari, e il “come” conta più del “cosa” si ascolta (e intanto il rock ha perso molto della sua aura ribalda e romantica, della sua sfacciataggine giovanile).

In mezzo scorrono le gesta di Chuck Berry, Little Richard e Jerry Lee Lewis, di Dylan al Greenwich Village e nella “casetta rosa” della Band, la Summer of Love e Woodstock, i Pink Floyd di “Dark side”, il punk del CBGB e quello di King’s Road, la febbre del Sabato Sera e l’epifania di Bruce Springsteen, gli altari e la polvere di Michael Jackson e Kurt Cobain, la resurrezione di Johnny Cash, il peer-to-peer e i Radiohead. Alcuni episodi “minori” (Aretha Franklin con i nervi tesi negli studi di Muscle Shoals, per dire, o la frustrazione di Ray Davies per l’amaro destino di “Arthur”, la “prima opera rock” ), in Italia sono meno noti e meno raccontati, e non mancano i reportage di prima mano come la cronaca del concerto che i Led Zeppelin tennero nel ’71 al Vigorelli di Milano, interrotto sul nascere tra lacrimogeni e cariche della polizia. “Bonus” che servono a insaporire un bignami dal ritmo incalzante, che si può leggere a segmenti ma anche tutto d’un fiato come un romanzo ricco di di accidenti, di colore, di personaggi e di storie che gli autori invitano ad approfondire e contestualizzare consigliando libri, film e dischi (soprattutto) di riferimento, come bussola utile a orientarsi in quell’affastellarsi frenetico di tempi e di luoghi, in quel “lungo, strano trip” che è stato, e continua ad essere, la storia del rock.

Come bonus track di questa deluxe edition, Sibilla ha anche preparato anche due mastodontiche playlist, con tutta la musica citata negli apparati: una con 4700 brani, tutti gli album, e una con 320 canzoni, il "best of".

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